2 April 2020

Pioggia, vento, neve: tutto quello che c’è da sapere sulla perturbazione del Venerdì Santo

La prima (debole) perturbazione si è affacciata timida nella giornata di giovedì sull’Italia, dando i suoi effetti (modesti) su parte delle nostre regioni settentrionali. Tutto era nelle previsioni come era nelle stesse previsioni il passaggio un po’ più “convinto” di venerdì 30 marzo. Ed eccoci qui a confermarlo.

In realtà AL MATTINO le uniche zone dove sussiste una certa probabilità di assistere già a qualche precipitazione isolata saranno quelle a ridosso delle zone alpine, prealpine e su quelle poste a cavallo tra il Levante ligure e i crinali appenninici tosco-emiliano. Per il resto si avrà tempo asciutto, anche se con annuvolamenti di passaggio.

L’attiva ventilazione meridionale, già presente un po’ su tutta l’Italia, da un lato attiverà il moto ondoso sui nostri bacini, che diverranno mossi, dall’altro trasporterà l’umidità che poi il fronte in arrivo da ovest solleverà a partire da META’ GIORNATA determinando l’annunciato peggioramento. Inizierà dunque a piovere con decisione dal POMERIGGIO su diverse zone del settentrione, in modo particolare su Alpi, Prealpi, settori padani posti a nord del fiume Po e Liguria. Per ragioni di sottovento (riparo offerto dalle montagne), le precipitazioni risulteranno meno probabili e frequenti su basso Piemonte ed Emilia Romagna.

Prima di SERA si attiveranno precipitazioni anche sulla Sardegna in direzione del centro peninsulare, con particolare riferimento al Lazio. Potrà piovere anche sul nord della Toscana e sull’Umbria meridionale. Su tutte le zone non citate prevarranno condizioni di tempo asciutto, addirittura in parte anche soleggiato, come nel caso delle nostre regioni meridionali, specie la Sicilia dove, tra l’altro, si avranno temperature decisamente miti, anche prossime o superiori a 20°C.

Un cenno infine al limite delle nevicate, che si attesterà mediamente tra 1.400-1.500 metri su Alpi e Prealpi, per alzarsi poi tra 1.600 e 1.800 metri nelle zone interne ed appenniniche settentrionali e centrali.

Luca Angelini

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