26 January 2021

Più FREDDO da metà gennaio, ecco i primi passi

geloVanno componendosi, seppur con molta fatica, i tasselli del puzzle meteorologico che ci fornirà la combinazione per aprire la cassaforte dell’inverno. Come sempre, per chi non desidera approfondire la parte tecnica, consiglio di saltare alle conclusioni (in fondo all’articolo).

Un lobo di aria molto fredda si sta infatti organizzando sul lato atlantico del Circolo Polare Artico, pronto ad inserirsi entro una vasta circolazione di bassa pressione già presente sull’Europa.

FREDDO, DOVE SI TROVA ADESSO?: il massimo del freddo si trova a nord-est della Groenlandia con l’isoterma di -40°C a 5.160 metri (geopotenziali), quella di -25°C a 2.800 metri e quella di -15°C a 1.360 metri. Si tratta dunque di aria artica marittima (vedi figura qui a fianco). La rotazione antioraria del grande vortice europeo, consentirà a questo nocciolo freddo di venire agganciato dalla circolazione delle medie latitudini e quindi di mettersi in viaggio alla volta dell’Europa tra il 12 e il 13 gennaio.

spaghIL POSSIBILE GUASTO DEL 14 GENNAIO AL NORD: nel frattempo un secondo centro di bassa pressione, di ben altra natura poichè evolutosi a latitudini sub-tropicali (qui l’abbiamo descritto alla sua nascita), risalirà l’Atlantico dalle Azzorre per venire agganciato anch’esso dal vortice europeo all’altezza della Francia, non prima di esserci scisso in due strutture distinte. La prima verrà trascinata dalle correnti in quota verso l’Europa centrale, appena prima del nucleo artico portando un peggioramento su parte delle nostre regioni (nord e parte del centro) giovedì 14 gennaio (soggetto n.1 figura in basso). Il secondo minimo (soggetto n.2 figura in basso) farà da esca per una saccatura in approfondimento sul Canada la quale, allungandosi verso il medio Atlantico, finirà per far alzare la pressione lungo un asse disposto tra le Canarie e l’Islanda.

Siamo così giunti al 15 gennaio. Le elaborazioni probabilistiche nel campo dell’altezza geopotenziale di 500 hPa (siamo a circa 5.500 metri di quota, ultima mappa in basso) enssuggeriscono il possibile seguito: la mossa più probabile sarà una spallata da parte dell’alta pressione atlantica che, infilandosi tra il vortice canadese e quello europeo (soggetto color fucsia nella figura qui a fianco), tenterà di deviare verso est l’asse della discesa fredda (soggetto azzurro nella figura qui a fianco). In questo modo quest’ultima potrebbe venir spinta dapprima contro il versante nord-alpino e raggiungere le nostre regioni settentrionali il 16 gennaio, per poi scivolare veloce verso il centro-sud il 17 gennaio.

LE CONCLUSIONI: a questo punto dobbiamo fermarci: la scadenza temporale ancora lontana (siamo oltre le 120 ore) impone di attendere i prossimi aggiornamenti prima di predisporre un qualsiasi disegno sinottico che sia capace di suggerirci le conseguenze concrete sul tempo in Italia. A grandi linee comunque, salvo ribaltoni particolari, per il nord potrebbe trattarsi di una fase di freddo secco con eventuali precipitazioni in prevalenza concentrate lungo i versanti nord-alpini, mentre un maggior probabilità di precipitazioni, e quindi di nevicate a bassa quota, va considerata per il centro e il sud (in modo particolare per il versante adriatico).

Vi saprò dire nei corso dei prossimi aggiornamenti. Vi aspetto!

Luca Angelini

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