26 March 2019

PM10, quello che non ti dicono sulle fonti dell’inquinamento

Fanno presto a farti cambiar macchina.

Tra qualche giorno, esattamente il 25 febbraio prossimo, il comune di Milano vieterà permanentemente la circolazione entro i confini dell’intera area urbana, dei veicoli diesel catalogati fino a Euro 3 (che a suo tempo ti avevano incentivato ad acquistare perchè “ecologici”) oltre ai veicoli alimentati a benzina euro 0. Questo provvedimento però escluderà i vecchi bus diesel che costituiscono fino al 70% del parco veicolare pubblico attualmente circolante, senza parlare delle centinaia di mezzi da cantiere obsoleti operanti anche in centro città… forse perchè dai loro scarichi escono rose profumate? Comunque sia, la pietra dello scandalo è il famigerato PM10 (ma anche l’ancor più infido PM6) prodottI dalla combustione dei motori a gasolio.

Ma siamo sicuri che sia così, che siano le nostre auto la maggior causa di emissione di PM10? Siamo andati ad informarci presso l’ARPA regionale e abbiamo saputo che le fonti primarie di PM10 non sono le auto ma

“Anzitutto nelle immacolate aree di montagna la sorgente maggiore di PM10 – si perchè l’inquinamento c’è anche li pur se in proporzioni decisamente minori – e’ il riscaldamento domestico a legna, i caminetti e le stufe a pellet per intenderci.

Allargando lo sguardo, e prendendo a riferimento l’area padana (ma il discorso vale anche per tutte le aree pesantemente urbanizzate del nostro Paese) la classifica è la seguente:
primo posto il traffico merci su strada (camion).
secondo posto le pratiche agricole (trattori).
solo al quinto posto si classificano le autovetture private dietro ad agricoltura, industria, edilizia infrastrutturale (scavatori, mezzi da cava ecc) e riscaldamento domestico a legna.”

E degli 11 (undici) aeroporti disseminati lungo l’asse padano vogliamo parlarne?

Ovviamente messo insieme tutto quanto il risultato è quello devastante che possiamo apprezzare (si fa per dire…) nella spaventosa immagine satellitare relativa proprio alla pianura Padana, una delle aree più inquinate al mondo. Detto questo, risulta ancora una volta palese che i provvedimenti di blocco degli autoveicoli privati sono soltanto misure di emergenza temporanee e non risolutive del problema, ma utili solo a rimpinguare le casse degli ipocriti di turno (case automobilistiche comprese) alle spalle dei soliti tartassatissimi automobilisti.

A quando un vero, serio e disinteressato cambiamento nell’approccio ai combustibili fossili?

Report Luca Angelini