21 January 2021

Prima parte dell’INVERNO in compagnia degli Americani

L’inverno si avvicina ma l’analisi dei diversi indici predittivi, quelli utilizzati in chiave statistica per porre le basi di una tendenza meteo-climatica a lunghissima scadenza, non sembra orientata ad una grande stagione, per lo meno nella sua prima parte (fino a quasi tutto il mese di gennaio).

E allora si guarda al di là dell’oceano, in nord America, sia per avere un metro di paragone, sia per trarre ulteriori elementi di prognosi. Sul Canada infatti solitamente si trova un lobo del vortice polare, colmo di aria gelida, la cui evoluzione nel corso dei mesi invernali scandisce il ritmo della stagione anche in Europa.  Ebbene, sorpresa delle sorprese, sul Canada non si nota alcuna traccia del grande vortice. L’ultimo outlook della WSI americana mette in evidenza per la prossima stagione invernale, condizioni più calde della norma su gran parte di Canada e Stati Uniti.

gennIn particolare, a causa di El Niño, il più intenso degli ultimi 18 anni, questi segnali di mitezza fuori stagione sono particolarmente evidenti per il mese di dicembre. Un campo di alta pressione slittato verso est, molto probabilmente darà luogo ad una fase molto più calda rispetto alla media in particolare sulle Montagne Rocciose, sulle pianure del nord, del Mid-west e nella zona dei Grandi Laghi. Al contrario al sud, in prossimità del golfo del Messico, si prevedono temperature al di sotto della norma.  

Un po’ più “inverno” dovrebbe invece manifestarsi nella seconda parte della stagione, soprattutto sulle zone orientali del continente nord-americano, sulla falsariga di quanto avvenne durante l’episodio di El Niño del 1982. A parere del Dr. Crawford, direttore del WSI, l’unica via per assistere ad uno stravolgimento di questo stato dell’arte però, sarebbe lo sviluppo di un riscaldamento stratosferico polare estremo, il noto “stratospheric- sudden-warming“. Lo stesso però tronca subito gli entusiasmi dei “freddofili”, ricordando che tale evento risulterebbe sfavorito dall’attuale discordanza tra la direzione dei venti stratosferici e l’attività solare.

Insomma quest’anno, in America come in Europa, la stagione invernale avrà numerose difficoltà da affrontare. In ogni caso la risposta comune pare quella di fare più affidamento sulla seconda parte della stagione, in particolare nel mese di febbraio, come sempre l’ultima spiaggia…

Luca Angelini

 

 

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