Prima parte dell’INVERNO: strada sempre più in salita

La corsa alla carta della svolta stagionale inizia a farsi serrata. Purtroppo le carte prese in esame da chi sostiene di aver individuato il punto di partenza di questa stagione invernale, si limitano ad isolate corse deterministiche dei modelli numerici, la cui valenza prognostica, come abbiamo spiegato proprio ieri in questo articolo, ha valenza pari a zero.

Come alternativa si potrebbe invece esaminare la circolazione prevista in stratosfera, certamente più lineare e quindi più affidabile anche a media e lunga scadenza. Una grandezza fisica come la vorticità potenziale su superfici isoentropiche, può essere ad esempio utilizzata come tracciante delle masse d’aria, grazie alla sua natura conservativa nei processi atmosferici.

La figura in alto ci mostra proprio la previsione di questo parametro, grazie al quale possiamo individuare prima di tutto il comportamento del vortice polare stratosferico, motore della circolazione invernale. Ebbene è palese che il 15 dicembre prossimo, polo norddata in cui viene annunciata la “prossima” svolta stagionale, la circolazione circumpolare rimarrà invece estremamente compatta, racchiudendo dentro di sè tutte le risorse di aria gelida prodotte dalla notte artica entro il Circolo Polare.

Proprio questa compattezza del vortice polare ha già permesso un raffreddamento estremo della stratosfera polare, un fenomeno noto come strat-cooling. La figura qui a fianco mostra la temperatura rilevata sopra il Polo Nord alla quota di circa 22 chilometri (piano isobarico di 30 hPa): -86°C. L’indice che individua questo stato dell’arte lungo tutta la colonna atmosferica polare è noto come NAM (North Annular Mode, ultima figura in basso). 

Trattasi di un valore di tutto rispetto che ha permesso il superamento anche vistoso di un particolare limite di soglia di questo indice, un limite oltre il quale viene modificata la circolazione dell’ozono stratosferico. Le ripercussioni di questo processo sulle dinamiche nei bassi strati dell’atmosfera namsono importanti, poichè influiscono sull’andamento del tempo meteorologico nei successivi 60 giorni, in questo caso mantenendo molto tirata la circolazione polare ed elevati in latitudine gli anticicloni subtropicali.

Per quanto descritto, sino a metà gennaio, si mantiene alta la probabilità di una circolazione generale sfavorevole a qualsiasi svolta stagionale verso l’inverno propriamente detto. Anche le conseguenze di un lieve sbilanciamento del vortice polare verso il comparto euro-atlantico intorno alla metà del mese, sembrano risolversi in risultati modesti. Eventuali ondulazioni delle correnti perturbate saranno del tutto temporanee e subito seguite dal ripristino del flusso perturbato molto alto di latitudine per la stagione.

Luca Angelini

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