Primavera e stratosfera: non solo una semplice rima

Durante l’inverno la circolazione che ruota attorno ai poli (in senso antiorario sul Polo Nord e in senso orario sul Polo Sud), nota come Vortice Polare Stratosferico, tende ad approfondirsi raccogliendo nel suo interno aria molto fredda. Il tracciante di questa circolazione è la Corrente a Getto Polare, la quale scorre lungo la tropopausa allo scopo di bilanciare il gradiente meridionale di temperatura, ossia gli squilibri termici (e quindi anche di pressione) tra le diverse latitudini del globo.

Le basse temperature raggiunte dal nocciolo del Vortice Polare Stratosferico bloccano il ciclo dell’ozono, gas molto abbondante tra i 15 e i 35 chilometri di altezza. Si bloccano anche le reazioni chimiche tra gli altri componenti presenti a queste quote come il cloro e il biossido d’azoto. Come è noto, questo grande freddo stratosferico può venire talvolta interrotto da una gamma di repentini riscaldamenti polari chiamati “stratwarming“, seguiti da altrettanti nuovi raffreddamenti detti “stratcooling”.

Indice spia che lega questi eventi a possibili conseguenze a carico del Vortice Polare Troposferico, quindi di tutta la circolazione nei bassi strati, è il NAM, North Annular Mode. Legato proprio ai flussi di ozono stratosferico questo indice, semmai superi determinate soglie, può determinare particolari forzature nella circolazione dei bassi strati entro i successivi 60 giorni (studio di Baldwin e Dunkerton).

Durante la primavera questo indice tende man mano a smorzarsi poichè la radiazione solare radente ritorna ad interessare la stratosfera polare riavviando il ciclo dell’ozono.

namCome si evince dal grafico della figura qui a fianco, quest’anno la stratosfera polare mostra un raffreddamento indubbiamente intenso per il periodo, evento che ha superato la soglia critica e che “potrebbe”(condizionale d’obbligo) avere ripercussioni sul tempo di marzo e aprile. Ammesso che il meccanismo sia l’unica forzante in gioco (e naturalmente non lo è) potremmo dare il benvenuto alla primavera fin d’ora, dato che marzo e aprile se la potrebbero giocare in regime di AO e NAO positivi, ovvero di condizioni favorevoli all’espansione della banda anticiclonica sul Mediterraneo e sull’Italia.

Il tutto mentre rimaniamo in attesa del successivo naturale smantellamento della trottola ciclonica polare. L’ultimo riscaldamento che porta a questa situazione, e quindi al rientro alla normalità per le alte quote, è denominato “Final Warming“. Normalità che però potremmo pagare come prezzo aggiuntivo di una primavera capricciosa proprio nella sua parte più bella.

Luca Angelini

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