Prossima settimana: l’anticiclone potrebbe spuntarla, FREDDO col contagocce

FREDDO DOPO META’ DICEMBRE A CHE PUNTO SIAMO? Riprendiamo con questo approfondimento un argomento molto sentito da noi tutti che seguiamo la meteo e che abbiamo a cuore la buona riuscita di una stagione, nella fattispecie l’inverno, il quale negli ultimi anni ha completamente ignorato il suolo italiano. Eravamo partiti qualche giorno fa con un curioso parallelo tra i due modelli numerici di punta, quello elaborato dall’ente governativo statunitense NCEP e quello che esce dai locali dell’Università di Reading in Inghilterra.

Corsa dopo corsa questi modelli numerici hanno ricalcolato lo stato futuro dell’atmosfera utilizzando dati sempre nuovi e nelle ultime corse pare stiano appianando il divario precedente per convergere verso uno scenario comune che qui vi illustro in modo semplice e intuitivo.

COME LA VEDE IL MODELLO INGLESE: prendiamo subito il modello inglese (acronimo è ECMWF) , il quale già da alcuni giorni faceva intendere che l’alta pressione attualmente sull’Europa avrebbe potuto avere un seguito anche sulla tendenza a media scadenza, quindi anche dopo la metà di dicembre. Oggi lo stesso modello conferma senza battere ciglio quanto ci aveva anticipato allora, precludendo pertanto la possibilità di ondate di freddo sul nostro Paese. Esaminando lo spostamento delle masse d’aria a 850hPa, circa 1.500 metri di quota, lo scenario medio calcolato su 50 corse parallele è quello riportato nella figura in alto (click per aprirla): come potete vedere il livello degli zero gradi sfiora appena l’Italia interessando essenzialmente le nostre regioni settentrionali.

COME LA VEDE IL MODELLO AMERICANO: passiamo allora all’altro modello, quello americano (acronimo GFS figura qui a fianco), il quale invece lasciava la porta del freddo da est aperta a possibili scenari invernali anche per il nostro Paese. Ebbene, per ottenere un quadro probabilistico valido, siamo andati a controllare tutte e 21 le corse calcolate dal modello, esaminando sempre il campo di temperatura nei bassi strati (850hPa, circa 1.500 metri di quota). Come potete notare anche voi stessi, su 21 scenari, solo 5 (ossia il 24%) propendono per l’ingresso di aria fredda sull’Italia, mentre gli altri (il restante 76%) depongono per l’ipotesi anticiclonica paventata dal modello inglese.

CONCLUSIONI: a questo punto, salvo scossoni dell’ultim’ora che naturalmente siamo pronti a valutare, possiamo ritenere piuttosto IMPROBABILE l’arrivo di un’ondata di freddo e neve sull’Italia nella prossima settimana, essendo quest’ultima destinata a Russia e Balcani. Potremo comunque assistere ad alcune infiltrazioni di aria fresca che determineranno un calo delle temperature rispetto ai valori attuali, sino ad un rientro in media o giù di li, con la dovuta eccezione delle zone padane che invece potranno subire un’attenuazione del freddo da inversione termica.

Insomma, inverno vero ancora da decifrare, ancora da attendere, non certo da dare per scontato che certamente, ai dati attuali, non si presta ne a illudere, ne a spaventare (secondo i punti di vista) la gente. Chi ha orecchie per intendere…

Luca Angelini

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