22 October 2020

Prossima settimana: quattro giorni in compagnia dell'Africa poi…

20 novCi stiamo avviando verso la seconda metà di novembre e, contrariamente a quanto ci potremmo aspettare, la stagione non farà passi avanti, anzi, subirà una netta battuta d’arresto, facendo invece quattro passo indietro. Quattro passi esatto, uno per ogni giorno che vedrà tornare protagonista l’anticiclone nord-africano.

Ma come, ancora Africa? Risposta affermativa ma attenzione, la manovra paradossalmente potrebbe avere un finale a sorpresa. Cerchiamo allora di capire passo passo cosa ci aspetta da qui sino all’ultima settimana di novembre.

Il punto di partenza vede contrapposte due grandi onde planetarie, una depressionaria tra il nord America e l’Atlantico e una anticiclonica sul comparto euro-asiatico. Là dove i due ciclopi vengono a contatto, guarda caso sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo (quindi come ben sappiamo anche sull’Italia), nascono e si sviluppano le perturbazioni e il maltempo.

Tra il 18 e il 20 novembre l’impianto generale subirà un sostanziale rimaneggiamento: il flusso portante in uscita dal nord America subirà un delta, una scissione nel bel mezzo dell’Atlantico:

  • il ramo settentrionale punterà dritto dritto la Groenlandia, andando poi ad insidiare il vortice polare a nord della regione scandinava, dove andrà strutturandosi un primo anticiclone.
  • il ramo meridionale scenderà lungo i meridiani atlantici fino a sprofondare a latitudini subtropicali al largo delle Canarie.

25 novNascerà proprio da qui una risposta anticiclonica appena più ad est, che dall’entroterra nord-africano punterà dritto i meridiani europei per andare in fase con l’alta pressione scandinava. L’Italia si troverà esattamente sotto il suo asse maggiore a partire dal mercoledì 19 novembre.

Il successivo riposizionamento del flusso portante in uscita dal nord America (siamo intorno al 22-23 novembre) a latitudini progressivamente più elevate, con asse che passerà al traverso delle Isole Britanniche, toglierà energia alla fiammata nord-africana mantenendo in vigore invece la cellula scandinava il cui asse tenderà a ruotare in senso orario andando a prelevare un primo pacchetto di aria fredda.

Da qui la possibilità di una irruzione di aria fredda sull’Europa orientale  a partire dal 25 novembre, con qualche riflesso possibile anche sull’Italia, in particolare sui versanti orientali della Penisola. In altre parole, parlando in termini probabilistici, sussiste la possibilità che nell’ultima settimana di novembre l’Italia possa essere oggetto di una irruzione d’aria fredda di tipo lieve (35%), di tipo moderato (10%).

Il target previsto è quello posto tra il 26 e il 29 novembre, proprio lo scenario che, fino a qualche giorno fa, era contemplato solo dal 10% delle simulazioni numeriche. Insomma, quattro passi indietro prima, ma tre passi avanti dopo. Una fase di rodaggio stagionale che potrebbe poi consegnarci i primi vagiti di un inverno ancora tutto da decifrare.

Luca Angelini

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