19 November 2017

Prossimi giorni meno estremi, poi nuovo possibile tonfo verso il GELO

La corrente di aria gelida sottratta a forza dalle remote pianure innevate dell’Europa dell’est sta facendo gli straordinari, ma nei prossimi giorni, tenderà a venire sostituita da altre due masse d’aria meno fredde, quantunque non certo primaverili, che si avvicenderanno sull’Italia a tambur battente. E’ il flusso atlantico che, come anticipato nel nostro ultimo video, si lancia in una difficile operazione di sblocco e che infatti finirà per annodarsi nuovamente con le proprie mani nel giro di una settimana.

Tanto per iniziare vi segnalo che tra giovedì 12 e le prime ore di venerdì 13 la prima perturbazione della nuova gestione trasporterà verso di noi aria di tipo polare marittimo. Si tratta di una massa d’aria intermedia, prelevata dalle latitudini atlantiche prossime al cinquantesimo parallelo e pertanto solo moderatamente fredda e oltretutto rimescolata (quindi con gli strati più freddi presenti soprattutto in quota). Il suo passaggio causerà quindi un rialzo del limite delle nevicate come abbiamo già sottolineato nel dettaglio in questo approfondimento.

Questo stop al gelo però durerà poco poichè da venerdì sera, come emerge dalle ultime elaborazioni numeriche (sopra il grafico derivato dal modello americano GFS e qui a fianco quello del modello inglese ECMWF, click per consultarli), una nuova perturbazione atlantica raggiungerà a gran velocità l’Italia da nord-ovest, attraversandola da parte a parte, sotto la spinta però di correnti di tipo artico marittimo, decisamente più fredde. Il luogo di origine di questa massa d’aria non sarà infatti più l’Atlantico, ma la Groenlandia. Il calo delle temperature sarà netto a partire dal nord, pur se si farà sentire dapprima in quota essendo a sua volta un tipo di flusso rimescolato.

Attenzione poi al passo successivo perchè, da informazioni di carattere generale che emergono dalle analisi d’ensemble (probabilistiche), pare possibile che nel corso della prossima settimana – quindi a partire dalla metà del mese e per diversi giorni in avanti – l’asse della saccatura nata sull’Artico groenlandese potrebbe finire per portarsi sulla Russia e da qui divenire retrograda, portando quindi nuovamente aria gelida continentale verso il Mediterraneo.

Per il momento fermiamoci qui, prendendo atto nel frattempo che l’inverno, iniziato un po’ in sordina con una irruzione fredda che avrebbe dovuto risolversi nel giro di qualche giorno, potrebbe invece aver imbastito un vero e proprio reset stagionale, con tutte le (fredde e nevose) conseguenze del caso.

Luca Angelini

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