8 April 2020

Quando il FREDDO arriva dalla porta della Bora

Il freddo vero sull’Italia arriva quasi sempre dalla porta dell’est, attraverso la via Balcanica. Durante l’inverno, quando i Balcani diventano gli artefici del tempo, il clima non può che volgere al freddo, quello secco, tagliente. L’aria che sfonda dalla porta della Bora è infatti di natura continentale e il più delle volte di spessore laminare, ossia incollato al suolo. La prima cosa che avviene all’approssimarsi del flusso è una azione di riflessione e rimbalzo a ridosso dei versanti esteri delle Alpi orientali, cui segue un incanalamento del vento, in questo caso la Bora, verso sud o sud-ovest attraverso le valli del Carso, con uscita impetuosa sul golfo di Trieste.

L’interferenza delle Alpi Dinariche poi porta la stessa corrente a scendere sull’Adriatico irrompendo in direzione dell’Italia lungo canali di flusso piuttosto stretti i quali, all’impatto con la linea costiera italiana, si deformano e finiscono per convergere determinando formazione di nubi e precipitazioni. Queste mappa-del-ventoultime vengono quindi incentivate dall’ulteriore risalita forzata lungo i rilievi appenninici, gettando le basi per le tipiche nevicate invernali che possono raggiungere anche la fascia costiera adriatica e, in alcune vallate interne di Marche, Abruzzo, Molise e Basilicata, possono essere di un’abbondanza sorprendente per quanto locale.

La secchezza dell’aria poi viene superata con il prelievo di umidità lungo il passaggio obbligato attraverso l’Adriatico. Una situazione come questa infine può anche essere da precursore per il successivo arrivo della neve a bassa quota anche in altre parti d’Italia. Tipico esempio, le nevicate da addolcimento in val Padana, laddove, sopra il cuscino gelato al suolo, subentrino rapidamente correnti più miti e umide sciroccali.

Luca Angelini

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