27 November 2020

Quando l’alta pressione porta il grande gelo: cos’è il Ponte di Woejkoff?

Ci sono giorni nel cuore dell’inverno che si animano improvvisamente. Sono di solito colpi di scena improvvisi, che la modellistica riesce a inquadrare con alcune difficoltà ma che quando arrivano possono stravolgere le sorti di una stagione, anche in una manciata di giorni. Tanto basta ad un particolare tipo di alta pressione che non porta il sole, bensì il gelo e la neve.

In realtà è il gioco di sponda delle masse d’aria che fuoriescono dalla base di questo tipo di anticiclone a spingerci addosso le ire dell’inverno. Le alte pressioni in questo caso vanno infatti a cacciare i nuclei di aria gelida dalla loro sede naturale sulla calotta artica e li costringono verso le medie latitudini con una manovra torcente che ce le porta poi fin “dentro” casa. Ma come funziona esattamente questo meccanismo, a prima vista piuttosto strano, in verità molto semplice e intuitivo?

Tanto per iniziare dobbiamo avere due ingredienti fondamentali ed imprescindibili: un alta pressione di tipo subtropicale, quindi dinamica, sul vicino Atlantico; la classica alta pressione delle Azzorre va benissimo. In seconda istanza dobbiamo accertarci della presenza di un’alta pressione, questa volta di tipo termico, sulle sterminate steppe russo-siberiane. Solitamente non è difficile trovarla nel cuore della stagione invernale, soprattutto in anni particolarmente nevosi sul continente euro-asiatico.

Il legante tra le due strutture, il cui embrione inizialmente è una sella,(ovvero una zona con pressione relativamente alta e livellata), è sostanzialmente un flusso di calore che si proietta con asse dall’Atlantico verso le Isole Britanniche, la Penisola Scandinava e la Russia europea. La struttura prende il nome dal climatologo che l’ha scoperta ovvero “asse di Woejkoff”. Con una siffatta situazione nuclei depressionari collegati al vortice polare iniziano a rotolare lungo il bordo meridionale di questa neonata struttura di alta pressione andando ad approfondire un centro di bassa pressione già presente nel cuore del Mediterraneo.

Da qui il maltempo sull’Italia, soprattutto sulle nostre regioni centrali e meridionali, dove fa molto freddo e può anche nevicare a quote molto basse se non addirittura lungo le coste adriatiche, oltre che su parte del Triveneto per venti da est. L’ulteriore evoluzione di questa struttura, dalla vita media di circa una settimana, può portare ad una ulteriore spinta verso occidente della massa d’aria fredda continentale, con risposta dinamica lungo l’asse di Woejkoff, tale da collegare in presa diretta l’alta pressione atlantica con quella russo-siberiana.

L’aria che perviene sul Mediterraneo adesso non solo sarà letteralmente gelida ma abbraccerà l’Italia con un respiro molto più ampio. La traiettoria delle correnti infatti sfilerà sempre da est ma transiterà con il suo letto a nord delle Alpi e rientrerà sul Mediterraneo dalla porta francese del Rodano ruotando ulteriormente sul Tirreno come Libeccio freddo. Da qui la possibilità di generose nevicate sulle nostre regioni settentrionali e talvolta su quelle centrali tirreniche, anche fino a quote prossime alla pianura o addirittura sulle coste.

Asse di Woejkoff, quella marcia in più degli inverni che vogliono fare sul serio…

Luca Angelini

 

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