23 June 2018

Quando l’alta pressione preferisce la Scandinavia

Quando l’andamento delle correnti si presenta con il classico schema individuato dalla circolazione generale dell’atmosfera, i centri di bassa pressione, che sono legati all’aria fredda che ruota attorno al Polo, si mantengono alle alte latitudini, mentre la fascia di alte pressioni occupa la porzione subtropicale dell’emisfero. Le due circolazioni sono poi connesse da una fascia di contatto lungo la quale si sviluppano le perturbazioni tipiche delle medie latitudini, le nostre per intenderci.

Queste perturbazioni sono in buona sostanza onde che si inseguono lungo il letto di correnti occidentali, in sviluppo prevalente lungo i paralleli.

Può capitare però che, per motivi di varia natura, queste correnti inizino a disporsi non più lungo i paralleli ma lungo i meridiani. In questo modo l’aria fredda collegata alle basse pressioni, scenderà verso sud portandosi verso le latitudini temperate, mentre quella calda contenuta negli anticicloni risalirà verso nord raggiungendo così le latitudini polari. In questo modo si realizza il raffreddamento delle latitudini subtropicali (che senza questo meccanismo sarebbero ogni giorno più calde) e il riscaldamento di quelle polari (che sarebbero invece sempre più fredde).

E’ proprio grazie a questo meccanismo che a volte può capitare che una struttura di alta pressione subtropicale si vada a piazzare nientemeno che sulla penisola Scandinava, scalzando l’aria fredda che li normalmente giace raccolta dall’adiacente settore artico.

Ora, dato il senso della circolazione che nelle alte pressioni è orario (secondo le lancette dell’orologio), quest’aria fredda espulsa dall’anticiclone scandinavo, che per quanto detto viene considerato una figura atmosferica anomala, inizierà a portarsi verso le medie latitudini europee interessando anche il Mediterraneo e l’Italia.

Un tale schema di correnti si accompagna dunque solitamente sul nostro Paese a condizioni di tempo freddo e talora anche perturbato. Durante l’inverno questa situazione, o come usano dire i tecnici questo “pattern”, può portare sull’Italia ondate di freddo anche intense, accompagnate talvolta anche da nevicate a quote molto basse se non addirittura pianeggianti.

Durante l’estate lo “Scand +” così come i Meteorologi chiamano questo anticiclone scandinavo, può portare invece condizioni favorevoli a forte instabilità atmosferica con temporali. E’ proprio grazie al vettore temporalesco che si realizza in questo modo il raffreddamento dell’aria. Dunque anche in questo caso la figura di alta pressione sulla regione Scandinava è segnale di possibile tempo freddo e instabile sull’Italia.

E allora, cari amici e lettori, se volessimo divertirci un po’ imparando anche qualcosa di interessante, potremmo provare a individuare sul nostro set di carte meteorologiche l’eventualità di questa situazione, constatandone poi le eventuali conseguenze concrete sul tempo di casa nostra.

Luca Angelini

Quando l’alta pressione preferisce la Scandinavia

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.