19 September 2017

Quando l’alta pressione preferisce la Scandinavia

Quando l’andamento delle correnti si presenta con il classico schema individuato dalla circolazione generale dell’atmosfera, i centri di bassa pressione, che sono legati all’aria fredda che ruota attorno al Polo, si mantengono alle alte latitudini, mentre la fascia di alte pressioni occupa la porzione subtropicale dell’emisfero. Le due circolazioni sono poi connesse da una fascia di contatto lungo la quale si sviluppano le perturbazioni tipiche delle medie latitudini, le nostre per intenderci.

Queste perturbazioni sono in buona sostanza onde che si inseguono lungo il letto di correnti occidentali, in sviluppo prevalente lungo i paralleli.

Può capitare però che, per motivi di varia natura, queste correnti inizino a disporsi non più lungo i paralleli ma lungo i meridiani. In questo modo l’aria fredda collegata alle basse pressioni, scenderà verso sud portandosi verso le latitudini temperate, mentre quella calda contenuta negli anticicloni risalirà verso nord raggiungendo così le latitudini polari. In questo modo si realizza il raffreddamento delle latitudini subtropicali (che senza questo meccanismo sarebbero ogni giorno più calde) e il riscaldamento di quelle polari (che sarebbero invece sempre più fredde).

E’ proprio grazie a questo meccanismo che a volte può capitare che una struttura di alta pressione subtropicale si vada a piazzare nientemeno che sulla penisola Scandinava, scalzando l’aria fredda che li normalmente giace.

Ora, dato il senso della circolazione che nelle alte pressioni è orario (secondo le lancette dell’orologio), quest’aria fredda scalzata dall’anticiclone scandinavo, che per quanto detto viene considerato una figura atmosferica anomala, inizierà a portarsi verso le medie latitudini europee interessando anche il Mediterraneo e l’Italia.

Un tale schema di correnti si accompagna dunque solitamente sul nostro Paese a condizioni di tempo freddo e anche perturbato. Durante l’inverno questa situazione, o come usano dire i tecnici questo “pattern”, può portare sull’Italia intense ondate di freddo, accompagnate talora anche da nevicate a quote molto basse se non addirittura pianeggianti.

Durante l’estate lo “Scand +” così come i Meteorologi chiamano questo anticiclone scandinavo, può portare invece condizioni favorevoli a forte instabilità atmosferica con temporali. E’ proprio grazie al vettore temporalesco che si realizza in questo modo il raffreddamento dell’aria. Dunque anche in questo caso la figura di alta pressione sulla regione Scandinava è segnale di possibile tempo freddo e instabile sull’Italia.

E allora, cari amici e lettori, se volessimo divertirci un po’ imparando anche qualcosa di interessante, potremmo provare a individuare sulle carte meteorologiche l’eventualità di questa situazione, constatandone poi le conseguenze concrete sul tempo di casa nostra. Intanto vi propongo un approfondimento di qualche giorno fa che individuava proprio l’innalzamento del’alta pressione atlantica verso le alte latitudini.

Come vedete, siamo perfettamente in tema con l’attualità meteo di questi giorni.

Luca Angelini

 

 

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