25 October 2020

Quanto influiscono le temperature del mare sulle ondate di maltempo?

COME FUNZIONA: all’inizio dell’autunno le acque dei nostri mari devono ancora smaltire il calore accumulato durante l’estate. Le perturbazioni autunnali aiutano questo processo di raffreddamento; utilizzano l’energia termica fornita dal calore e la trasformano in energia cinetica, ossia la adoperano per costruire ammassi nuvolosi.

Dunque, più le acque dei nostri mari saranno calde – sia in superficie che in spessore – e più i fenomeni legati al transito delle perturbazioni avranno a disposizione un quantitativo di energia potenzialmente maggiore e potranno quindi essere più intensi.

SITUAZIONE ATTUALE: osservando la situazione attuale, possiamo notare che il transito del fronte freddo avvenuto tra il 25 e il 27 settembre scorso ha in parte modificato la distribuzione delle acque calde sui nostri mari.

In particolare il forte Maestrale che ha soffiato in quei giorni ha rimescolato vistosamente il tratto compreso tra la Francia e la Sardegna, dove i valori superficiali oscillano tra i 19 e i 21°C, ossia inferiori alla media del periodo in particolare nel Golfo del Leone, meno in Sardegna. Valori analoghi si registrano sul Tirreno centrale e lungo l’Adriatico, ma qui siamo in linea con la norma, se non addirittura sopra per quanto riguarda l’Adriatico settentrionale. Meno interessato dalla ventilazione settentrionale, il mar Ligure si è fermato intorno a 22°C, che comunque sono solo leggermente superiori alla media. Rimangono ora i mari più caldi – quelli più a rischio di eventuali fenomeni intensi – che sono il Tirreno meridionale, i Canali di Sicilia e di Sardegna e l’intero bacino ionico, dove le temperature oscillano ancora su valori praticamente estivi, tra 23 e 25°C.

LE POSSIBILI CONSEGUENZE: ebbene, la parziale dissipazione del calore ad opera della recente ondata di maltempo non sembra comunque sufficiente a rendere poco offensiva la prossima ondata di maltempo, quella che prenderà il via venerdì 2 ottobre. Le acque dei nostri mari infatti sono ancora capaci di fornire un contributo determinante per lo sviluppo di intense precipitazioni. La prima regione messa alla prova sarà la Liguria, cui si aggiungerà anche il Friuli Venezia Giulia mentre, sempre venerdì, lo Ionio sfogherà alcuni temporali al largo e forse, sul Salento. Le osserveremo attentamente sperando che quanto esposto rimanga solo una bella lezione di teoria.

Luca Angelini

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