3 July 2020

Quel TEMPORALE che non ti aspetti

Se la neve è il fenomeno suggestivo per antonomasia per quanto riguarda l’inverno, i temporali lo sono per quanto concerne la stagione calda. Entrambi questi fenomeni, che poi sono tra l’altro anche i più amati dagli appassionati meteo, hanno in comune anche il fatto di coglierci a volte di sorpresa. Insomma, pariamoci chiaro: quello scherzetto che ci gioca la parte caotica dell’evoluzione atmosferica, è decisamente più evidente in caso di nevicate e temporali.

Per quanto riguarda questi ultimi, anche i professionisti a volte sanno di non poter fare completo affidamento sui prodotti elaborati esplicitamente dai modelli numerici di previsione, pur preziosi e raffinati che siano. E proprio in questi casi infatti che entra in gioco l’abilità individuale, l’esperienza, l’intuito, la conoscenza del territorio. Immaginate ad esepio uno di quei temporali di calore, di quelli che nascono da un cumulonembo del diametro di qualche chilometro e che, in quanto tale, può trovarsi all’interno delle griglie utilizzate dai modelli, senza essere individuato da alcuno dei punti dove si operano i calcoli. Succede un po’ come andare a pescare con una rete dalle maglie troppo larghe: prendi i pesci grossi, ma quelli piccoli ti sfuggono. Dunque, se un modello non riesce a vedere un temporale che già c’è, figuriamoci se riesce prevedere uno che dovrà ancora formarsi.

Quale rimedio porre allora? Come dicevamo poc’anzi, sta all’esperienza del previsore, inteso sia come professionista che come semplice appassionato od osservatore esperto. Ma soprattutto sta al meteorologo, al professionista in questo caso, andare a scomporre i vari processi fisici modellizzati e mettere insieme le risultanze in via manuale ricomponendo il puzzle mentalmente. Ciò, oltre alla notevole esperienza e conoscenza dei processi fisici, richiede naturalmente molto tempo e risorse, ma per contro avremo una previsione decisamente più accurata dove, tra l’altro, l’uomo dimostra di essere ancora superiore alla macchina.

E scusate se è poco…

Luca Angelini

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