18 January 2019

Quella roccaforte della NEBBIA che non molla la val Padana orientale

Neanche il vento “spazza tutto”, il Foehn riesce ad imporsi su quel triangolo padano che unisce in un unico abbraccio umido il Mantovano, il nord dell’Emilia Romagna e il basso Veneto, insomma la classica “asta del Po”. Nebbia, nebbia e ancora nebbia. Il braccio di ferro tra le correnti settentrionali secche che ruzzolano già dalle Alpi e quelle più umide orientali che rientrano dall’Adriatico finisce sempre per chiudere il cerchio restituendo un’atmosfera fredda e nebbiosa.

Come mai tutta questa nebbia in quelle zone?

I motivi risiedono anzitutto nel fatto che questo settore della pianura Padana abbonda di sorgenti di vapore (fiumi, laghi, tipo di terreno, l’influenza del mare). Conta anche il fatto che ci si trovi entro una conca geografica entro la quale va ad accumularsi l’aria fredda in virtù della sua maggior densità.

A questo si deve aggiungere la situazione contingente con pressione alta, sia per motivi dinamici (presenza di correnti a curvatura anticiclonica in quota), sia per motivi termici (presenza di aria fredda e densa nei bassi strati).

Insomma, anche nei prossimi giorni, tra una brinata e l’altra, la nebbia potrà lasciar tregua, ma rimarrà comunque dietro l’angolo, pronta a saltar fuori non appena vento e sole abbassino la guardia.

Luca Angelini