28 November 2020

Quella storia della “pausa” nel riscaldamento globale

Tutto partì qualche anno fa dai dati di temperatura raccolti attorno al globo, Polo Nord escluso, valori che avevano dato l’impressione di un apparente rallentamento del riscaldamento globale tra il 1998 al 2012.

Ma il Polo Nord non è il mondo intero e infatti all’Università di Fairbanks in Alaska hanno voluto vederci più chiaro così, in collaborazione con i colleghi cinesi, si sono attivati per capire i motivi di un’apparente contraddizione presente  nei calcoli sui cambiamenti climatici. Lo studio ufficiale, pubblicato su “Nature Climate Change” afferma di aver definitivamente risolto il mistero riguardo la presunta pausa del Global Warming nell’arco temporale suddetto, dimostrando che la percezione della cosiddetta “pausa di riscaldamento globale” nasceva proprio dall’esclusione dei dati dell’Artico nei calcoli dei trend globale.

Gli autori dello studio affermano che: “abbiamo ricalcolato le temperature globali medie dal 1998 al 2012 sviluppando nuovi metodi per incorporare i dati della temperatura artica nei dati globali della temperatura e abbiamo scoperto che il tasso di riscaldamento globale ha continuato ad aumentare di +0.112°C per decennio invece di rallentare fino a +0.05°C per decennio, come era stato affermato escludendo i dati artici.

Le nuove stime hanno anche dimostrato che l’Artico stesso si è riscaldato da 5 a 6 volte in più della media globale durante quel periodo di tempo, quasi tre volte più velocemente di quanto si pensasse in precedenza.

Report Luca Angelini

Quella storia della “pausa” nel riscaldamento globale