Quelli che prevedono le macchie solari

Già è difficile fare previsioni del tempo atmosferico sul nostro Pianeta. Ora pretendiamo anche di prevedere l’andamento delle macchie solari. Perchè no? E così, a dispetto delle perplessità  di noi, soliti “scettici”, questa volta qualcuno si è cimentato seriamente e ora sta ottenendo risultati soddisfacenti. L’articolo divulgativo è apparso qualche tempo fa sull’autorevole rivista “Science”.

Le macchie solari sono la spia più importante dell’attività solare. Uno studio dei ricercatori della Stanford University ha reso noto di poterne prevedere lo sviluppo facendo uso di un metodo che utilizza le onde acustiche generate all’interno del Sole dal moto turbolento di plasma e gas in moto costante

Sono i ricercatori della Stanford University. Gli scienziati hanno utilizzato i dati raccolti grazie ad uno speciale strumento montato a bordo del satellite Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) della NASA. La sonda ha impiegato ben 19 anni per effettuare dettagliate osservazioni sulla propagazione di onde acustiche all’interno del Sole ed è stato sostituito nel 2010 dal Solar Dynamics Observatory, che monta un altro strumento ancora più sensibile, l’Helioseismic and Magnetic Imager.

In seno ai dati raccolti Stathis Ilonidis, responsabile del progetto, è riuscito a misurare accuratamente la propagazione delle onde acustiche solari dalla loro origine, che avviene a 65.000 chilometri di profondità, fino al loro arrivo in superficie. Il processo dura circa due giorni. In base a questo metodo, in buona sostanza, si può prevedere sia il percorso, sia il tempo di percorrenza delle onde acustiche mentre viaggiano all’interno del Sole.

Il tempo di percorrenza di queste onde acustiche viene influenzato qualora l’onda trovi sul suo cammino campi magnetici locali, ne derivano dei disturbi, ovvero i segnali che precedono la formazione di una macchia solare. Ecco fatta la previsione. Non ci resta che rimanere in attesa dei primi test e sapere ogni giorno qualcosa di più sulla nostra affascinante Stella.

Report Luca Angelini

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