22 November 2017

Quelli delle… stagioni finite

Nel fosco panorama che aleggia intorno alla scienza in Italia, e con particolare riferimento al settore delle scienze dell’atmosfera e della climatologia, possiamo oggi tranquillamente aggiungere un nuovo avverbio: “ormai“. Ormai non c’è più questo, ormai non arriva più quello, e via discorrendo, in un filo logico che, se così si può dire, farebbe intendere nell’immaginario comune che sia in atto qualcosa di più di un semplice cambiamento climatico.

Ed è vero: è certamente ben consolidato un radicale cambiamento nell’ambito dell’informazione, con internet che ha dato fiato alle trombe, permettendo a chiunque di essere tuttologo, spingendo ognuno ad essere scienziato di se stesso, oltre ogni limite di ragionevole decenza.

Ecco allora che, giusto per fare un esempio che calzi a pennello, emergono nel corso dell’anno alcuni di questi ehm.. scienziati, i quali ti vengono fuori intorno a Natale esclamazioni perentorie del tipo: “inverno finito“. Magari poi, anzi quasi sicuramente, son gli stessi che esclamano al primo e anche unico temporale di agosto: “estate finita!”.

Estate finita? E noi, poveri tapini, che ci siamo dedicati anima e corpo al nostro lavoro, resistendo stoicamente al biblico sudore della fronte per tutto luglio, cosa siamo costretti a sentire allo scoccare del mese delle ferie per antonomasia? Noi che in ferie ci dobbiamo ancora andare e ci sentiamo dire che sta ormai per arrivare l’autunno? Ecco vedete, salta ancora fuori quell’ “ormai” che globalizza e getta il seme della discordia tra la gente e la scienza, tra l’informazione corretta e la bufala, tra l’estate normale e quella dei 40 gradi.

Poi, vai un po’ a grattare la superficie e sotto sotto cosa scopri? Scopri che talune esclamazioni non scaturiscono da “complesse e inarrivabili analisi fisico-matematiche, condotte con un strumentazioni sofisticate che non sono alla portata di tutti”, ma da cosa? Naturalmente da una semplice corsa deterministica estratta con ineccepibile sapienza dalle comuni carte meteorologiche, si proprio quelle che ti fan vedere il tempo di oggi e, al massimo, dei prossimi cinque giorni.

Ma fatemi capire: prevedere il tempo tra un’ora, un giorno, un mese o una intera stagione sarebbe la stessa cosa?

Ebbene carissimi amici e lettori, nell’intento di tirarci fuori dalle sabbie mobili dell’antiscienza, mi permetto di darvi un consiglio spassionato e del tutto disinteressato: dubitate, dubitate, dubitate e ancora dubitate di chi vi propina questo tipo di informazione; fate attenzione alle fonti, verificate quello che viene previsto con quello che effettivamente avviene. Ma soprattutto continuate a sperare nella neve alla vigilia di Natale, andate in ferie tranquilli ad agosto, perchè l’estate è ancora lunga e l’autunno lontano da venire e non sarà certo un temporale rinfrescante, oltretutto ben accetto, a metterla in crisi.

Luca Angelini

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