19 November 2019

Questa non è estate, è un DISASTRO

Giornata apocalittica quella di mercoledì 10 luglio in Italia. Dopo due settimane trascorse nella morsa dell’anticiclone nord-africano, irrompono correnti fresche dal nord Europa e sono dolori. Non c’è bisogno di dati (che comunque confermano il trend) per rendersi conto “già a vista” che il mar Mediterraneo ha sempre meno di mediterraneo.

Anche questo primo scampolo di stagione estiva ci sbatte in faccia una realtà meteorologica molto diversa da quella a cui eravamo abituati e sempre più scandita da fenomeni meteo estremi. Prolungati periodi anticiclonici di matrice nord-africana, accompagnati da apporto di aria molto calda proveniente dall’entroterra sahariano, si traducono in un notevole trasferimento di calore sulla superficie del nostro mare che di conseguenza, per via delle sue caratteristiche che lo rendono un “hot spot”, si scalda molto più del normale.

I record cadono come birilli: quelli di caldo, poi quelli delle grandinate, poi le alluvioni lampo, poi velocità estreme nelle raffiche temporalesche, i tornado, il numero di fulmini, gli incendi, le temperature superficiali del mare e potremmo continuare.

Nel nostro piccolo abbiamo voluto documentare quello che è accaduto soltanto ieri, mercoledì 10 luglio, su alcune regioni d’Italia. Si tratta dei fenomeni più vistosi e distruttivi, oltre ai quali ce ne sono molti altri che, per ovvi motivi, non possiamo documentare in poche righe, ma che vanno a far parte del database climatico.

Prima figura in alto (clic per aprirla): lo spaventoso incendio (doloso…?) che ha devastato l’arroventata piana di Catania, propagatosi dalle aride sterpaglie dell’entroterra per via del forte vento di caduta che ha anche portato le temperature su livelli record (43°C a Catania). Centinaia i bagnanti costretti a gettarsi in mare e poi evacuati a bordo di gommoni. Molti intossicati, circolazione autostradale in tilt.

Seconda figura: la rovinosa tempesta che si è abbattuta sulla Romagna, investendo vaste porzioni del Riminese e del Ravennate. Impressionanti le immagini che giungono da Milano Marittima (Ravenna), completamente devastata, così come Bellaria-Igea Marina (Rimini), dove i danni alle infrastrutture sono incalcolabili.

Situazione analoga un centinaio di chilometri più a sud (terza figura), dove il caratteristico borgo di Sirolo e l’adiacente comune di Numana (Riviera del Conero – Ancona) sono stati devastati dalle raffiche record di vento legate al transito di un violento temporale.

Grandine record invece in Abruzzo. Colpiti diversi comuni, tra i quali Chieti e Pescara, da dove giungono le immagini raccolte nella terza figura qui sopra.

Infine nella quarta figura un’inquadratura spaventosa del cielo che ha sovrastato la città di Taranto nel pomeriggio di mercoledì 10 luglio. Si nota una caratteristica nube a mensola, che preannuncia l’arrivo di un temporale di particolare intensità.

Sono immagini che fanno rimpiangere le più pacate estati di una volta, dove fenomeni estremi come quelli descritti erano l’eccezione, con tempi di ritorno decennali, ora invece sempre più una triste, pericolosa e costosa consuetudine.

Report Luca Angelini

Powered by Siteground