24 October 2021

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Raffreddamento in due passi, ecco come avverrà e cosa ci porterà

Come sempre, queste situazioni un po’ fuori dalla normale routine meteorologica presentano dinamiche complesse. Noi previsori però siamo qui per semplificare quello che avviene e renderlo comprensibile a tutti voi; il tutto mettendoci la faccia, come avviene d’altronde tutti i giorni.

Dunque, prima di sentenziare “questo è un flop”, “quell’altro ha sbagliato” eccetera… cerchiamo di capire per bene la tempistica di quanto sta accadendo e prendiamo atto della bassa predicibilità di situazioni come queste, senza pretendere troppo.

PRIMA FASE: dal pomeriggio di mercoledì 17 a giovedì 18 marzo. Una prima corrente molto fredda di origine artica marittima a curvatura ciclonica raggiungerà l’Italia in quota. A 5.500 metri è prevista transitare l’isoterma di -32°C. Questo innescherà condizioni di instabilità atmosferica. Avremo quindi annuvolamenti cumuliformi e possibilità di rovesci sparsi, ma molto isolati. Le aree interessate dai rovesci assisteranno ad un primo calo delle temperature al di sotto della media e alle prime spruzzate di neve sino a quote basse, anche collinari.

SECONDA FASE: da venerdì 19 a domenica 21 marzo. Una seconda corrente, questa volta nei bassi strati, partirà dalle isole Svalbard (Circolo Polare Artico) alla volta dell’Europa centro-occidentale lungo una diagonale compresa tra Finlandia, Baltico, Mitteleuropa e Francia. Da qui il flusso sfocerà sui nostri mari di ponente e, sostenuto dall’asse di saccatura in quota, costruirà un vortice tra la Corsica e il Tirreno centrale. Questo vortice richiamerà sull’Italia correnti fredde da est di natura continentale. Calo generale delle temperature al di sotto della media, con apice della fase fredda.

In questa occasione le precipitazioni si manifesteranno sia per instabilità termo-convettiva (rovesci anche temporaleschi in forma isolata ma possibili ovunque), sia per sbarramento orografico da est (precipitazioni deboli ma più estese) su Piemonte (spruzzate di neve a tratti fino in pianura sui settori occidentali), fascia prealpina (quote collinari), pedemontana Emiliano-romagnola (300-500 metri) e versante adriatico dell’Appennino (600-700 metri su quello centrale, fino a 800-1.000 al sud e in Sardegna).

Bene, con questo abbiamo cercato di riassumere quando meglio si potesse questo revival invernale che, come sempre, potrà accontentare qualcuno e scontentare qualcun altro. E quest’ultima è l’unica previsione sicura al 100%!

Luca Angelini