15 December 2018

Riscaldamento globale: è vero che in Italia ha una marcia in più?

Preparando una relazione per un convegno, mi sono imbattuto nei nuovi dati globali del NOAA, a cui associare i nostri nazionali. Il fatto che da noi gli ultimi anni siano ormai incredibilmente diversi rispetto al passato è cosa palese agli occhi di tutti, ma per dare giudizi trancianti servono, ovviamente, numeri. Eccoli qua, in allegato.

La prima immagine qui sotto è quella relativa ai dati globali superficiali su terraferma del Pianeta: 2017 (ultimo anno con osservazioni disponibili su 12 mesi) terzo anno più caldo di sempre, dietro al 2015 e 2016. Siamo ormai arrivati, globalmente, attorno a +1,3°C circa rispetto alla media del secolo scorso.

Seconda immagine, dati sulla zona europea: vediamo come qui l’anno più caldo sia stato il 2014, il 2017 ovviamente si fa ben rispettare; gli ultimi anni sono fra +1,3 e +1,7°C di anomalia, sempre riferita al secolo scorso. Si conferma, quindi, come da tendenza IPCC, la zona Europea e Mediterranea è come uno degli hot spot del cambiamento climatico recente.

Teniamo comunque presente che con hot spot non si intende semplicemente l’aumento termico, ma anche vulnerabilità ambientale elevata a causa del cambiamento del clima nel suo complesso. Dati alla mano dunque in Italia dal 1980 la salita delle temperature si mostra con una derivata inquietante. L’ultimo dato disponibile su 12 mesi ci dice che il 2017 è stato il sesto anno più caldo di sempre. Vedremo come si completerà il 2018, che già dai dati parziali sembra collocarsi ancora più su.

Ado ogni modo, gli anni più caldi nella scala sono tutti i recenti, con temperature complessive che ormai oscillano fra 1 e 1,5°C sopra la norma. Ma in questo caso, la norma di riferimento è la 1971-2000, che è decisamente più calda di quella del secolo scorso. Dal grafico qui sotto proposto possiamo spannometricamente dedurre almeno un mezzo grado di differenza fra le due.

Conclusione: dati alla mano, se affermiamo che in Italia le temperature recenti hanno viaggiato più velocemente del valore medio globale, non diciamo una corbelleria. Dovremmo confrontare con precisione le serie storiche, con identiche medie di riferimento al decimo, ma per sommi capi la tendenza che emerge è questa.

Ad avere una rete di stazioni nazionale unificata come molte altre zone civili del globo, sarebbe interessante valutare anche le differenze regionali, ma già questo è grasso che cola.

Giovanni Tesauro

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