21 January 2021

Scie chimiche: l'ultimo aereo

scieScie nell’alto dei cieli, e non c’è pace quaggiù… Il buon Zucchero Sugar Fornaciari mi perdonerà di aver storpiato questo simpatico attacco di un suo famoso brano, ma non si poteva fare di meglio per riassumere in poche parole questo inflazionato dibattito sul nulla.

La setta delle manipolazioni climatiche ad opera delle scie chimiche colpisce ancora e, dopo aver tentato (senza riuscirci) di affondare sabato scorso le vie di Bologna con una colorita manifestazione stile carnevale di borgata, prosegue la “canonizzazione” dei lettori via web, con metodi da far impallidire anche la Wanna Marchi dei tempi migliori.

I motivi di tutto questo parapiglia? Cambiare il clima (forse, in realtà non si è ben capito). Partendo dal presupposto che la scienza si tratta con i numeri, e che tutto il resto è solo aria fritta, possiamo benissimo affermare che questa faccenda relativa agli esperimenti militari inseriti nel progetto chiamato H.A.A.R.P. è solamente un gran bella frittata.

Ma perchè scie per cambiare il clima? Perchè i buontemponi americani che qualche tempo fa hanno pensato bene di far soldi divulgando questa nuova corrente di pensiero, sapendo di poter far leva sulla massa della gente, ben conoscendo lo stato pietoso dell’informazione scientifica autentica nel Mondo, hanno preso spunto dalle scie di condensazione degli aerei in volo ad alta quota per tessere la trama del loro remunerativo delirio.

L’ultima delle trovate riguarderebbe la questione dei sali di bario, ritenuti responsabili della siccità occorsa nella primavera del 2012 sul nord Italia. Affermano che, per contenere i costi degli esperimenti, vennero addirittura utilizzati gli aerei di linea per irrorare l’atmosfera. Da allora la siccità sul nord Italia è sparita, motivo? Hanno interrotto l’irrorazione. Ma gli aerei volano lo stesso e con tutto il loro seguito di scie bianche.

Ecco che saltano fuori  allora, come se non bastasse, alcune immagini, riprese da vari satelliti, che nelle minacciose didascalie stampate su carta poliunto, ci “insegnano” come sia ad esempio possibile impedire che piova, questa volta sul nostro versante adriatico: in realtà, viene ritratto un evidente episodio di foehn appenninico dovuto al vento di Garbino in caduta dai crinali montuosi. Per loro un mistero, per i Meteorologi una semplice routine.

Consiglio (ma non finisce qui): quando vi imbatterete in discussioni inerenti questo argomento, troverete davanti a voi elementi del tutto invasati pronti ad aggredirvi anche fisicamente non appena vi mostriate scettici o solo se fate capire di non essere dei loro per la semplice richiesta di delucidazioni (che non sapranno darvi). Lasciate perdere, pulitevi le scarpe e andate altrove.

E mentre si stracciano le vesti tra un cirro e un altocumulus ondulatus, tentano anche di spiegare (senza riuscirci) una sofisticatissima tecnica bellica di spegnimento dei motori a 8.000 metri di quota.  Ignorando completamente la regolamentazione aerea, affermano di aver visto aerei compiere inversioni ad U, derapate, scivolate, ribaltamenti, forature di pneumatici, forti del fatto che le aerovie non sono ancora state dotate di Tutor e Autovelox. I radar non vengono considerati; non sanno cosa sono, roba troppo “scientifica”.

Qualcuno tra i più discoli pubblica immagini “prova”, come quella in alto nell’articolo, facendo intendere di aver senz’altro bisogno di un insegnante di sostegno nell’apprendimento delle nozioni base di come impugnare un mouse. I più bravini già tentano di utilizzare Photoshop craccato sul PC da qualche amico impietosito,  che per questo si blocca emulando le opere incomprese di Polignoto, compiute con le cuffie dei rotatori infiammate.

E chissà quanti misteri si celano dietro questo atterraggio notturno (vedi video sotto), tra nebbia radente, rotori da shear e scie d’estremità. No ma così sarebbe troppo facile. Gli irroratori chimici, secondo i loro più accaniti sostenitori, scorazzano per i cieli solo in pieno giorno, giusto per “non” farsi vedere da nessuno. D’altra parte non si tratta di missioni militari segrete?

Chi invece del cielo ha già capito tutto, è passato all’arma letale del web per estrapolare dalla camera oscura dei cospiratori la sterminata lista degli infedeli. Così potrete trovare il nominativo del sottoscritto messo in lista, per motivi alfabetici, subito dopo quello del grande giornalista e divulgatore Piero Angela.

Quale onore!

E per finire, ma soprattutto per capire, vi regalo un interessante siparietto tra il noto Fisico dell’Atmosfera e Meteorologo, Andrea Corigliano, e il sedicente esperto di fenomeni atmosferici, il geometra….. geometra si appunto, Rosario Marcianò.

A voi, carissimi lettori, l’ardua sentenza.

Luca Angelini

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