25 November 2020

Scomparso Andrea Baroni, lutto nel mondo della meteo

Carissimi  lettori, è’ una notizia che non avrei mai voluto dare, pur consapevole che prima o poi, mi sarebbe toccata questa dolorosa incombenza. E mi piace pensare che proprio oggi il tempo abbia concesso una tregua, così da permetterci di ricordare serenamente il suo cavaliere Andrea Baroni, scomparso questa notte a Roma all’età di 97 anni.

Lo vogliamo ricordare così, sperando di far cosa gradita.

BaroniNacque a Fabriano (An) il 14 febbraio 1917. Si diplomò perito industriale radiotecnico e nel 1939 entrò a far parte della Regia Aeronautica (oggi Aeronautica Militare) nel corpo del Genio Aeronautico, dove venne destinato all’ufficio di collaudo tencico dell’aeroporto del Littorio, l’attuale Roma Urbe. Fu un’esperienza particolarmente significativa per Baroni, compito che gli valse il soprannome del “Signore delle Nuvole”. Nel maggio del 1941 venne destinato di stanza a Tobruk, in Libia, ove ebbe il compito di sostituire tutte le stazioni meteorologiche distrutte dagli Alleati nel corso dei conflitti della Seconda Guerra Mondiale sino a Derna, lungo la Via Balbia, consentendo alle truppe italiane in avanzata di conoscere nel dettaglio le previsioni meteorologiche. Dal 1958 al 1976, data la sua ottima conoscenza dell’inglese e del francese, fu assegnato come segretario all’Ufficio della Rivista di Meteorologia Aeronautica, frattanto assunse in via temporanea anche la mansione di direttore dell’Ufficio meteorologico di regione, alla dipendenza della Direzione delle Telecomunicazioni del Comando della II Regione Aerea. L’incarico gli valse il grado di Colonnello. Baroni1

Nel 1973 su invito del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, si occupò della preparazione di una sintetica scaletta per la realizzazione di un film di Folco Quilici sull’impiego dei palloni per le radiosonde meteorologiche. Il film riscosse un enorme successo. Subito dopo, in un documentario sotto la regia di Giulio Macchi, Baroni in uniforme da Colonnello illustrava le varie installazioni del Servizio Meteorologico dell’A.M. ad un gruppo di giovani studenti, accompagnandoli poi in un volo su un aereo dello Stato Maggiore Aeronautico. Fu un altro successo.

L’eco di questi successi arrivò al Direttore Generale della RAI, Biagio Agnes, il quale chiese al Servizio Meteorologico dell’A.M la presenza di Baroni in RAI, per condurre insieme al collega Bernacca la già famosissima rubrica “Che tempo fa“. Fu cosi che il futuro Generale Baroni si trovò proiettato dall’oggi al domani in un altro mondo: il 7 agosto del 1973 fece la sua prima presenza a “Che tempo fa”. Parallelamente Baroni assunse l’impegno di collaborare come Meteorologo per il quotidiano La Stampa (1973-1983) e poi per La Repubblica (1983-1993). Nel 1990 fu promosso al grado di Generale per aver partecipato alla Resistenza come internato militare nei lager nazisti di Ucraina, Polonia e Germania dall’8 settembre 1943 al 14 marzo 1945, giorno della sua fuga dall’ultimo lager tedesco nella periferia di Magdeburgo. La sua onorevole presenza a “Che tempo fa”, che nel frattempo dopo l’uscita di scena di Edmondo Bernacca era alternata a quella di Guido Caroselli, durò fino al 31 dicembre 1993.

Baroni3Fino all’ultimo il “Cavaliere delle rose e delle nuvole” ha continuato ad occuparsi di Meteorologia, grazie al supporto di Internet e negli ultimi anni è anche apparso in alcune conferenze di appassionati, nonchè in alcune interviste proposte da portali meteo nazionali. Diversi video, vecchi e nuovi, solo raccolti nel nostro archivio “Video Storici”. Nel 2008, grazie anche all’interessamento di Paolo Sottocorona, Baroni poté intervenire ospite a La7, e poi ancora in RAI a “Cominciamo bene” con Fabrizio Frizzi, dopo una lunga assenza dagli studi televisivi.Le previsioni si chiamano così perché esprimono una probabilità che si verifichi un evento, altrimenti le chiameremmo certezze“: è una delle massime più famose del Generale di Fabriano, una vita straordinaria, una passione straordinaria, che da oggi vivrà ancora in tutti noi. 

Addio Andrea!

Luca Angelini

 

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