8 July 2020

Se la predicibilità ha un limite, perchè alcuni modelli arrivano a 360 ore?

Il problema, se così lo si può chiamare, emerge spesso in caso si manifestino eventi meteorologici di particolare rilevanza o interesse, forti ondate di freddo o gelo invernale, intense ondate di calore estive, fasi di maltempo particolarmente delicate. 

Nell’ottica previsionale diffusa tra gli appassionati (quelli che non conoscono gli step della routine operativa che si attua quotidianamente in ogni sala previsioni) l’uso comune – sbagliato – è quello di andare a controllare ogni nuovo run emesso dai Centri di Calcolo (una nuova uscita addirittura ogni 4 ore…) limitandosi alla sola corsa operativa (magari cercando quella del modello che più rappresenta il nostro desiderio…), senza inserire quest’ultima nel contesto probabilistico che le spetta. Lo stato futuro di un sistema caotico come quello atmosferico infatti non può essere calcolato solo per via matematica, ma deve essere integrato con un correttivo statistico.

I modellisti, questo lo sanno e infatti nel corso degli anni hanno pensato bene di utilizzare l’aumento importante della potenza di calcolo fornita dai calcolatori di ultima generazione, NON per allungare la distanza temporale di una previsione con una sola corsa, ma per far girare PIU’ corse parallele dello stesso modello mantenendo inalterate le gittate delle previsioni. In altre parole, 30 anni fa si arrivava ad una simulazione a 15 giorni con una sola corsa, oggi ci si arriva con 20, 30, 50 corse parallele. Ogni corsa viene inizializzata con dati leggermente diversi, simulando in questo modo anche gli inevitabili piccoli errori che si generano nella rilevazione dei dati iniziali, quelli delle stazioni meteorologiche, e che poi si propagano a cascata con il calcolo. Il calcolo matematico + il controllo dell’errore stocastico vengono così uniti e forniscono un prodotto numerico che è il più attendibile possibile, quello probabilistico (tra i più usati gli ensemble, gli spaghetti, gli eps, le deviazioni standard, ecc…)

Quindi i modelli a scala globale vengono fatti girare fino a 360 ore non per essere consultati corsa per corsa, ma per fornire la base probabilistica che fornisce una visione d’insieme di tutte quante le corse, di tutti quanti i membri, opportunamente pesati. Ogni corsa che va oltre i 2-3 giorni di prognosi va esaminata quindi insieme alle altre e NON SINGOLARMENTE.

Insomma, quello che dobbiamo sapere è come utilizzarli questi modelli. Se un meccanico smontasse il motore della vostra auto per cambiare semplicemente il filtro dell’aria, secondo voi opererebbe in modo corretto? E allora perchè dobbiamo utilizzare un prodotto sofisticato come un modello fisico-matematico senza avere la più pallida idea di quale sia la corretta procedura da seguire per la giusta interpretazione?

Luca Angelini