3 April 2020

Se l’inverno esistesse ancora, sarebbe così…

Un titolo volutamente provocatorio per far risaltare quello che ancora a qualcuno sfugge: l‘alterazione sempre più evidente delle stagioni, dovuta al rapido cambiamento climatico che a sua volta va a forzare gli assetti della circolazione generale del’atmosfera, si ripercuote in modo particolare su quelle estreme, estate e inverno.

Se ad esempio gli episodi di caldo record estivi si susseguono puntualmente e con sempre maggior frequenza ogni anno che passa, quelli propriamente invernali si manifestano in modo sempre più saltuario ed edulcorato.

Guardate le due sequenze che vi abbiamo proposto, cogliendo al volo l’occasione concessaci dal passaggio flash di aria polare sull’Italia: in alto abbiamo voluto immortalare la tormenta di neve che ha sferzato Cervinia (2.000m) in Valle d’Aosta, presa in pieno dallo sconfinamento dello sbarramento orografico dovuto ai forti venti da nord. Nella sequenza in basso siamo in Abruzzo, a Pescocostanzo, che finalmente ha indossato per la prima volta quest’inverno (siamo al 5 febbraio…) la sua veste invernale.

Ebbene, scenari così possono sembrare rari in un Paese dal clima temperato come il nostro, ma in realtà rientrano perfettamente nella norma. L’inverno in Italia dovrebbe essere infatti scandito da 3-4 ondate di freddo nell’arco dei tre mesi (dicembre-marzo). Quel “raro” sopra menzionato è invece il riflesso del cosiddetto “effetto rana bollita“, che ci ha abituati ad inverni sempre più blandi e che ci fa vedere episodi del tutto normali da una prospettiva inusuale, quasi fossero un’eccezione.

E allora riguardiamo queste sequenze, ripassiamo, diamo uno sguardo a come dovrebbe essere l’inverno in Italia, se esistesse ancora…

Luca Angelini

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