4 December 2020

Le stazioni meteo preferite dagli appassionati

Se ti alzi la mattina e trovi la nebbia, anche questo è l’autunno

Quante volte abbiamo sentito formulare frasi del tipo: “foschie dense nelle valli e lungo i litorali”, oppure:” banchi di nebbia in val Padana”. Ebbene, assodato che la prima locuzione denota una di quelle situazioni incerte che mette il previsore meteo nelle condizioni di non sapere che pesci pigliare, la seconda pone un problema già più serio per chi affronta spostamenti lungo strade e autostrade.

La previsione della nebbia propriamente detta, ossia quella da irraggiamento causata dal raffreddamento notturno degli strati d’aria prossimi al suolo, è rimasta un po’ indietro rispetto agli attuali metodi di calcolo sfornati dagli elaboratori, cosi i modelli sovente non ci offrono un responso totalmente affidabile. Scatta a questo punto l’abilità del singolo meteorologo, ma anche al semplice appassionato o osservatore il quale, oltre all’esperienza personale, deve applicare gli stessi metodi empirici utilizzati dai professionisti 30 anni fa.

Già la presenza di un campo di alta pressione è indice di stabilità dell’aria e quindi di accumulo di umidità nei bassi strati. L’aria è quasi ferma e prende gli odori dei luoghi circostanti; se siamo in una grande città l’odore acre dello smog può essere un indizio che, dopo il tramonto, potrebbe formarsi la coltre insidiosa.

I meteorologi hanno a disposizione strumenti sofisticati come i diagrammi aerologici, ricavati dai radiosondaggi, ma anche noi, senza grandi pretese, possiamo comunque renderci conto se le visibilità orizzontale sta per diminuire, se la nebbia sta per calare: un venticello debole negli strati più vicini al suolo aiuta un rimescolamento parziale e quindi la formazione dello strato nebbioso, mentre un vento troppo deciso ne impedisce la formazione.

L’influenza indiretta di una perturbazione che transita anche molto lontano, i venti notturni discendenti da una catena montuosa, aria più asciutta che affluisce dai quadranti settentrionali sono tutti elementi che possono causare rimescolamenti anche minimi ma sufficienti ad impedire la formazione della nebbia al suolo. Anche quando tutto sembra andare liscio con i parametri favorevoli in toto, ecco che la prevista nebbia non si forma, perche?

Esiste un vento ideale allora? Si, quello locale la cui velocità si attesta tra i 2 e i 5 nodi. Naturalmente anche i modelli più sofisticati sovente non riescono a centrare una forbice cosi esigua e questo determina un’ulteriore probabile causa di insuccesso nella previsione. Insomma la nebbia è un fenomeno alquanto insidioso anche per i meteorologi. Sicuramente però, al di la di ogni previsione, la dama invisibile rimane sempre un serio problema per gli automobilisti. Quando la incontriamo, non rimaniamo sorpresi dal suo fascino fumoso ma prestiamo sempre la massima attenzione e la dovuta prudenza.

Luca Angelini

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