21 October 2020

Seconda metà di gennaio: l'INVERNO mette le carte in tavola

10hPaMentre scriviamo l‘anticiclone esce sconfitto da una battaglia che sembrava persa in partenza. Già da settimane, avevamo posto l’attenzione su un temporaneo riscaldamento della stratosfera polare (ormai estinto), quale modus operandi utile a fornire un appiglio all’inverno, altrimenti duro a uscire dalla “tana”. La seconda metà di gennaio vivrà dunque di quest’onda lunga e proporrà una fila di giorni con temperature mediamente 2-3°C al di sotto della media stagionale.

Farà dunque freddo. Non sarà il gelo che molti si immaginano, quello che rappresenta l’inverno delle alte latitudini, e che in Italia non identifica la norma bensì una anomalia, esattamente come lo è stato il clima oltremodo mite degli ultimi 10 giorni.

Oggi però, alla luce delle ultime elaborazioni fornite dall’Università di Berlino, su risultanze del modello ECMWF, ma confermate anche dal Climate Prediction Centre, a nome del Servizio Meteorologico Statinutense, su risultanze fornite dal modello GFS, si nota un’evoluzione favorevole all’afflusso pressochè continuativo di masse d’aria fredda sino a fine mese.

Pur non confluendo entro il Vortice Polare Stratosferico, un moderato flusso di calore apportato dall’alta pressione atlantica, ormai proietta lungo i meridiani, tenterà fin d’ora di attraversare i cieli artici per confluire entro l’alta pressione delle Aleutine, dall’altra parte dell’emisfero. La manovra ha buone possibilità di concretizzarsi e di causare, come risposta, la rotazione antioraria del Vortice Polare Stratosferico, sino a quote di altra troposfera, il cui fuoco maggiore, solitamente proiettato verso il comparto nord-americano, tenderà a posizionarsi dapprima sul nord dell’Atlantico, poi sul nord Europa.

10hPa 24 genNasce così l’opportunità per l’inverno di allungare la fase fredda ormai imminente e portarla a compimento sino alla fine del mese. Capite bene che. in due settimane caratterizzate da afflussi pressochè costanti di masse d’aria fredda, la neve potrebbe diventare qualcosa in più che una remota possibilità, non solo in montagna ma forse anche in pianura, segnatamente al nord.

Insomma tutto rimane aperto, anche la sorpresa dell’ultimo minuto. Non ci rimane che attendere l’aggancio dei modelli deterministici alla coda di questa analisi stratosferica e capire quale saranno in concreto le conseguenze tangibili alle quali andremo incontro in questa seconda parte di gennaio.

Luca Angelini

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