Sei mesi con scarsità di piogge e l’Italia soffre la sete

Le condizioni di siccità in cui versano attualmente molte zone dell’Italia sono sono il frutto di questa sola estate ma partono da lontano. Analizzando opportuni indici si evince che il nord Italia permane in condizioni di deficit idrico da almeno un anno mentre, considerando gli ultimi 6 mesi, lo stato di deficit si estende alla maggior parte delle regioni italiane. In attesa dei dati aggiornati al mese di luglio, andiamo a vedere cosa è accaduto finora.

INDICE SPI: dall’analisi dell’indice SPI a diverse scale temporali si evince come i passaggi piovosi occorsi fra maggio e giugno non siano stati comunque sufficienti a risanare il deficit accumulato dallo scorso inverno. Il deficit quindi ora sta ora interessando anche diverse zone del centro-sud, in particolare Toscana, Lazio, parte dell’Umbria e Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

INDICE ESI: l’indice da remote sensing ESI fornisce indicazioni circa l’evoluzione dell’umidità superficiale del suolo e delle condizioni di stress delle colture. L’analisi di questo indice a 4 settimane indica forti condizioni di stress nella Val Padana, in Veneto e Friuli Venezia Giulia e soprattutto nelle zone fra Toscana, Umbria e Lazio. Le alte temperature hanno influenzato anche le regioni meridionali e parte della Sardegna. Condizioni simili si riscontrano anche dall’analisi a 12 settimane (3 aprile – 25 giugno), pur se in questo caso il settore veneto-friulano risulta avere anomalie nettamente inferiori, avendo beneficiato forse più delle altre aree settentrionali, di un aprile più fresco.

INDICE TCI: l’indice da satellite TCI (condizioni di temperatura rapportate all’andamento dell’umidità dei suoli) relativo al periodo a cavallo fra maggio e giugno ha visto dei valori elevati di temperatura soprattutto sulle regioni centrali e meridionali. Nel periodo centrale del mese, invece, le ondate di calore hanno investito praticamente tutto lo stivale, in particolar modo, però, quelle aree già affette da crisi idrica e terreni asciutti.

INDICE VCI: l’indice di vegetazione VCI sui boschi italiani vede dei valori di stress più marcati nelle zone meridionali e parte del centro durante le settimane a cavallo fra maggio e giugno. Valori anomali che nella parte centrale di giugno sono visibili in diverse aree dell’arco alpino, Appennino settentrionale e Sardegna.

INDICE VHI: l’indice complessivo VHI (stress idrico sui boschi) durante il periodo 25 maggio – 9 giugno evidenzia un più forte stress al centro-sud, da imputarsi soprattutto alle più alte temperature fatte registrare in queste aree. Nella seconda parte del mese arre boscate affette da stress sono quelle della costa tirrenica centro-settentrionale e zone pedemontane.

SICCITA’ o ARIDITA’? Un cenno tra siccità ricorrente e cronica: la siccità è una caratteristica ricorrente del clima e può verificarsi quindi in tutte le regioni; è legata al concetto di deficit idrico temporaneo. Tuttavia, quando la siccità diventa un evento sempre più ricorrente, si parla di aridità, ovvero di una caratteristica permanente del clima che pertanto si verifica in quelle aree in cui c’è un deficit idrico permanente dovuto alla scarsità di pioggia ed elevata evapotraspirazione. In quel caso si possono avere mutamenti delle caratteristiche dei suoli e della vegetazione.

Fonte CNR – Osservatorio siccità

Report Luca Angelini