16 December 2017

Sempre meno ghiacciai sulle Alpi e le montagne si sollevano

Lo sconcertante risultato emerge da uno studio pubblicato il 10 novembre sulla rivista scientifica “Nature”. In pratica, a causa della fusione massiva dei ghiacciai, è in atto un veloce processo di sollevamento “isostatico” della catena Alpina. Per “veloce processo”, è bene sottolinearlo, si intende dal punto di vista dei tempi geologici, nessuno naturalmente se ne accorgerà, per così dire “a occhio nudo”. In ogni caso questo fenomeno, che è stato simulato con sofisticati modelli numerici, appare ben correlato (al 90% circa) con la fusione dei ghiacciai alpini e con la conseguente riduzione del loro spessore e del loro peso. Questo processo prende il nome di “isostasia” e il rapido riscaldamento climatico in corso ha un ruolo determinante, anzi ne è la causa principale.

Ma cos’è esattamente l’isostasia?

Trattasi di un fenomeno di equilibrio gravitazionale che si verifica tra la crosta terrestre o litosfera (meno densa) e il sottostante mantello o astenosfera (più densa). L’isostasia è paragonabile al fenomeno del galleggiamento di un cubetto di legno sull’acqua. Analogamente la crosta terrestre galleggia sul mantello sottostante e sporge, in modo più o meno evidente, in relazione al suo peso e alla sua densità, un po’ come farebbe una barca con o senza carico. Le masse di ghiaccio presenti sulla crosta terrestre, a causa del loro peso aggiuntivo, fanno sprofondare la litosfera verso il mantello. Quando queste masse di ghiaccio fondono e si liquefano, la litosfera risale verso l’alto, per il minor peso del ghiaccio pesente. Proprio questo processo, che è già stato rilevato in Groenlandia, sta ora succedendo sulla catena alpina.

La figura allegata (click per aprirla) ci mostra che circa il 90% del sollevamento della cubatura rocciosa misurata strumentalmente nelle Alpi può essere spiegata con la risposta viscoelastica della Terra a causa del processo di deglaciazione. “Abbiamo modellato il sollevamento della roccia ricostruendo la calotta di ghiaccio delle Alpi, tenendo conto dell’erosione postglaciale, la deposizione dei sedimenti e le variazioni spaziali in rigidità litosferica” – hanno spiegato i ricercatori. “I settori in cui si stanno verificando i sollevamenti più evidenti sono nella valle del Rodano e nelle Alpi Orientali, zone che corrispondono a regioni potenzialmente interessate da processi di subduzione della crosta, ovvero zone tettonicamente attive.

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente, segnalo l’articolo che riporta lo studio originale (in lingua inglese)

Report Luca Angelini

Sempre meno ghiacciai sulle Alpi e le montagne si sollevano