1 December 2020

Siamo vicini ai record di mitezza per la terza decade di ottobre

Se al nord-ovest fanno notizia le piogge incessanti delle ultime ore, sul resto dell’Italia è la mitezza quasi estiva a farla da padrone.

L’apporto diretto di aria calda di matrice subtropicale continentale, ovvero di origine nord-africana ha fatto si che nella giornata di domenica 20 ottobre si siano vissuti in Sardegna scampoli di estate: 30°C registrati Alghero, Capo Frasca (Oristano) e Olbia, 29°C a Decimomannu (Cagliari).

Non è stata solo la Sardegna a puntare l’abbattimento dei record assoluti di temperatura per la terza decade di ottobre, che al momento rimangono cristallizzati a quell’ottobre del 2003, quando ad Alghero si arrivò a ben 33°C, ma anche il nostro meridione: 29°C a Caserta (stazione di Grazzanise), 28°C a Catania e Trapani, 27°C a Foggia e Lecce.

Non è immune a questo scorcio di grande mitezza anche il centro e persino il nord: mentre scriviamo (ore 13.00 di lunedì 21 ottobre, ci sono 27°C a Latina, 26°C a Bologna e Ferrara. L’Emilia Romagna, a tal proposito, punta di abbattere i record dell’ottobre 2018, quando il giorno 24 Forlivese e Faentino raggiunsero 30°C per ricaduta favonica dall’Appennino. Sempre il 24 ottobre, ma del lontano 2006 si raggiunsero i 26-27°C nel Ravennate, mentre il 25 ottobre del 1999 i 26-28°C nel Cesenate e nel Riminese.

Il problema grosso però, come fa notare il meteorologo romagnolo Pierluigi Randi, è un altro, non è solo nostro ed è esattamente il solito, sintetizzato dal quella grande anomalia calda che occupa gran parte del continente europeo (figura qui sopra), con scarti di temperatura rispetto alla climatologia anche a due cifre.

Luca Angelini

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