21 May 2018

Siccità in Piemonte: dopo le abbondanti piogge di gennaio, come siamo messi?

In questo articolo vi avevo illustrato lo stato di salute idrologico del Piemonte. A distanza di alcuni mesi, come siamo messi?

Ricordo che Arpa Piemonte utilizza il Piemonte idrologico e non quello geopolitico (la regione in questione comprende anche Val d’Aosta e parti di Lombardia e Liguria), proprio per evidenziare i contributi dei bacini idrici in questione nella regione.

L’immagine dell’SPI (Standard Precipitation Index) è eloquente: nonostante un gennaio estremamente piovoso per parte del Piemonte (soprattutto montano) e in buona parte in media per tutta la Pianura, la siccità ai 12 mesi è ancora presente, soprattutto nelle zone pianeggianti che hanno beneficiato meno delle eccezionali piogge di gennaio. SPI degli ultimi 3 mesi è in surplus (ha piovuto cioè di più o molto di più rispetto alla media), ma SPI dei 12 mesi è ancora in forte deficit: le uniche aree in media sono quelle montane.

Vi riporto una frase del mio articolo dell’ottobre 2017: “se i prossimi 3 o 4 mesi [quelli appena trascorsi, ndr] fossero in media o addirittura un po’ più piovosi l’indice SPI a 12 mesi peggiorerebbe!”. 

Ciò si è verificato, infatti in quasi tutte le zone di Pianura la siccità SPI 12 mesi è peggiorata: questo perché i suoli in profondità percepiscono le precipitazioni con un’inerzia di alcuni mesi, quindi, nonostante siano riprese le piogge da 3 mesi, il Piemonte sta ancora subendo i danni dell’anno passato.

Insomma, per bilanciare un 2017 estremamente infausto per la regione, non sono bastati 3 mesi piovosi, ma servono ancora piogge, possibilmente ben distribuite nel tempo e non concentrate in un paio di episodi alluvionali.

Davide Santini

Siccità in Piemonte: dopo le abbondanti piogge di gennaio, come siamo messi?