26 September 2018

Per sorridere un po’: anche l’estate ha i suoi “ultras”

Non che tempo e clima siano politicizzati, almeno per noi che a favore della nostra passione spezziamo senz’altro una lancia crogiolandoci in una voluta, pura ingenuità, tuttavia anche meteo e clima hanno i loro estremisti: mai sentito parlare della mai sopita disputa tra freddofili e caldofili? Due tribù inconciliabili cui si innesta, quasi con timida reverenza, quella dei cosiddetti centristi, i moderati, quelli che hanno vissuto fino a quarant’anni in case rinfrescate facendo corrente con le finestre. Quelli che credono che le stagioni abbiano ancora un senso e che sia tutto sommato preferibile vivere sulla Terra che su una delle due facce della Luna, dove l’alternativa è tra bollire e congelarsi. Il fatto è che le due fazioni contrapposte degli estremisti del clima hanno una predisposizione al dialogo e alla mediazione inferiori a quelle dell’Isis, e un’aggressività a volte anche maggiore.

Luoghi di culto di queste nostre inclinazioni diventano scuole, uffici e mezzi di trasporto. Così, non potendo dissolversi come le nubi di agosto, i centristi del tempo sopportano in silenzio i soprusi del maschio alfa che al mattino impugna il termostato come se fosse Excalibur e lo abbassa a 15 gradi per godersi l’effetto frigo, proprio mentre nell’ufficio a fianco c’è chi ritiene invece che 40 gradi sia una temperatura favorevole al lavoro, tanto da far sudare anche le palme d’appartamento, mentre il condizionatore appeso al muro diventa un’opera d’arte moderna.

Il problema è che, entrando nell’ufficio del capo, chi oserà fargli presente che sulla finestra si stanno formando dei cristalli di brina oppure, men che meno, chi oserebbe presentarsi imbardato da un giaccone in Polartec da 15 chili stile K2? Tanto meno si potrà, in tempi di politically correct, far notare alla collega troppo vestita di togliersi di dosso qualcosa, se soffre tanto il caldo. Potrebbe interpretarlo male.

Così i moderati del clima restano zitti e sopportano le follie delle due fazioni in lotta. Inevitabilmente, di questo passo, finiranno per estinguersi, presumibilmente a causa di malattie polmonari e virus vari, dato che una corretta igienizzazione degli impianti di climatizzazione sembra sia ormai un’arte dimenticata. In ogni caso è palese: alla lunga, a meno di una nuova crisi energetica, gli adoratori del gelo prevarranno sui freddolosi, per superiorità numerica e per la propensione delle nuove generazioni verso il ghiaccio anche fuori dai bicchieri di mojito. Che dietro tutto questo ci sia lo zampino maligno di qualche intelligenza artificiale, tipo Cleverbot 2.0?

Luca Angelini

Per sorridere un po’: anche l’estate ha i suoi “ultras”

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