23 June 2018

Stratwarming 2018: guardate come ha “forzato” le temperature lungo l’emisfero

Il mese di febbraio, come ricorderete, è stato caratterizzato da un evento stratosferico polare estremo, il noto stratwarming. Questo fenomeno porta l’aria calda contenuta in un’onda anticiclonica particolarmente sviluppata in spessore, a sfondare verso l’alto oltrepassando il limite della tropopausa fino a passare in stratosfera causando la rottura del vortice polare. Se questo processo torna verso il basso, anche il vortice polare troposferico, quella struttura che contiene tutta l’aria gelida depositata sopra l’Artico, viene scisso in due o più lobi freddo che poi si portano verso le medie latitudini.

Questo è il meccanismo che ha portato l’ondata di freddo sull’Europa e anche sull’Italia a fine febbraio, lo stesso che anche ora, a fine marzo, sta dando i suoi effetti di coda con ulteriore aria fredda in fuoriuscita dall’Artico verso l’Europa.

Esaminando la figura allegata (click per aprirla), si nota benissimo come e quanto questo stratwarming abbia inciso sull’andamento delle temperature emisferiche nel mese di febbraio.

Si notano in particolare due lobi azzurri, l’uno sul nord America e l’altro sull’Europa, corrispondenti alle tracce dell’aria gelida fuoriuscita dal vortice polare in direzione delle medie latitudini. Questa traccia è stata capace di abbattere le anomalie termiche mensili di alcuni gradi, addirittura 3-4°C in nord America e 2-3°C in Europa, che sembra poco ma che invece è davvero un dato di tutto rispetto.

Oltre a questo si noti che, considerando l’andamento delle temperature a livello globale, null’altro sia cambiato, ovvero il cosiddetto global warming, a dispetto di quanto potrebbe sembrare a tutti coloro che sono stati investiti da quell’aria gelida, non è stato minimamente scalfito: il mese di febbraio, considerando anche la lieve anomalia negativa del comparto antartico, chiude comunque a +0.79°C rispetto alla media trentennale, con la fascia artica “svuotata” e con valori molti gradi al di sopra della stessa media climatologica.

Luca Angelini

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