Stress idrico e grande calura, parte la defogliazione

In questi giorni molto caldi può essere utile dare un’occhiata anche a quello che avviene nel terreno. Temperatura e umidità del suolo sono influenzate dalla tipologia del terreno (tessitura), dal suo contenuto in acqua e da come è ricoperto o meno (suolo nudo, vegetazione, e d’inverno o in quota anche neve o ghiaccio). A questo proposito diamo un’occhiata alle mappe di temperatura e umidità del suolo previste nell’ultimo run disponibile del modello WRF inizializzato GFS con schema di suolo Noah per mercoledì 2 agosto a mezzogiorno. Il focus è sulle regioni nord-occidentali.

L’unità di misura dell’umidità del suolo è metri cubi di acqua per metri cubi di suolo, ovvero un contenuto volumetrico di acqua del terreno (VWC). La mappa delle temperature mostra due aree molto calde, una centrata sull’area urbana e suburbana di Torino (con anomalia di 2-4 °C) e un’altra su una grossa area urbanizzata posta nell’angolo nord-occidentale della Lombardia, grossolanamente tra Varese, Brescia e Milano (con anomalie di 6-8 °C). Lievemente più calda dei dintorni è anche l’area alessandrina.

La motivazione di anomalie così evidenti va ricercata sicuramente nella tipologia di copertura superficiale, che in area urbana contiene pochissima vegetazione e quindi è molto meno soggetta al fenomeno dell’evaporazione, e in piccola parte anche alla tipologia di suolo. È comunque evidente che il valore della temperatura superficiale del suolo è molto importante ai fini della determinazione della temperatura registrata 2 metri. 

Per quanto riguarda l’umidità del terreno, possiamo notare come, in generale, tutte le aree collinari nella zona centrale della Regione, così come la Val d’Aosta, risultino con valori molto bassi di VWC. Ricordiamo che, in generale, il VWC varia tra 0.2 e 0.5, con piccole fluttuazioni che dipendono dalla tipologia di terreno, e dove i valori più bassi corrispondono al punto di appassimento permanente. Il primo passo per gli alberi d’alto fuso è quello della defogliazione anticipata, processo già in atto su diverse specie.

Normalmente infatti una pianta estrae l’acqua dal terreno succhiandola mediante la pressione osmotica, o comunque una funzione di essa; esiste però un valore limite al di sopra del quale è impossibile risucchiare l’acqua. Tanto più un suolo è secco, tanto più alta è la suzione necessaria per poter estrarre dell’acqua. Il punto di appassimento permanente rende conto di questa relazione.

Notiamo quindi che, nonostante le isolate piogge che hanno interessato la zone sotto esame nelle ultime tre settimane, ci siano vaste aree sotto il punto di appassimento permanente, a riprova del fatto che i temporali estivi non risolvono il problema della crisi idrica.

Prof. Claudio Cassardo

Stress idrico e grande calura, parte la defogliazione