29 November 2020

Sul filo dei -30°C, in gran forma il serbatoio gelido siberiano

Al di là degli Urali l’inverno ha già scoccato la prima freccia: gran parte della Russia fa registrare temperature prossime o al di sotto dello zero (i valori sono comunque nella norma del periodo), ma è tra le New Siberian Islands e le regioni centro-orientali della Siberia, si battono davvero i denti. Una lingua di aria gelida, portata nientemeno che da un lobo del vortice polare, ha fatto crollare la colonnina di mercurio fino a -30°C, valore che spetta alla località di Tiksi.

Il grande freddo ha fatto sua anche la Mongolia (qui valori fino a -10°C) e si è spinto fino ai confini settentrionali della Cina.

Notevole dunque il potenziale raffreddamento in atto nel bel mezzo del serbatoio di freddo invernale euro-asiatico. Un freddo che, in via teorica, è quello che sotto opportune condizioni sinottiche, potrebbe raggiungere anche l’Italia, anche se l’ultima volta che è successo è stato nel febbraio del 2012.

ll vortice polare, nella sua classica forma ellittica, ha però un secondo lobo, quest’ultimo puntato sul nord America.

Anche al di là le temperature rilevate non scherzano: valori compresi tra -26 e -28°C sono stati registrati nelle Queen Elizabeth Islands, anch’esse poste all’interno del Circolo Polare Artico, in territorio canadese. Valori da far impallidire i -16°C dell’Alaska e i-11°C della Norvegia settentrionale, dove le temperature sono in linea se non lievemente superiori alla norma del periodo.

In linea con la norma l’innevamento generale dei continenti, con un passo avanti in questo caso da parte del nord America, dove le superfici innevate sono tra le più estese degli ultimi 10 anni. La stagione a scala continentale progredisce dunque con gradualità e costanza, prendendosi tutto il tempo per organizzare una stagione ottimale, vedremo poi cosa accadrà da noi…

Luca Angelini

Sul filo dei -30°C, in gran forma il serbatoio gelido siberiano