23 July 2018

Tanta NEVE sulle Alpi, ma sul resto dell’Italia l’INVERNO dov’è?

Sono giorni da record, record che, come sempre, nascono da situazioni meteorologiche estreme le quali scaturiscono a loro volta da particolari situazioni di blocco atmosferico. Capita allora che l’Italia, lunga più di mille chilometri, si trovi sotto una coperta troppo corta. Così l’inverno classico, quello fatto di grandi nevicate, si limita alle Alpi – e neanche a quote troppo basse – mentre sul resto del nostro Paese l’aria è mite e leggera, quasi come fosse primavera. E’ quella “pausa” di cui trattavamo in questo articolo.

Nelle ultime ore sono stati si raggiunti accumuli di neve eccezionali su alcune zone delle Alpi piemontesi e valdostane, ma parimenti su altre regioni d’Italia sono stati stracciati anche diversi record di mitezza dell’aria.

Basti pensare ai +10,6°C come temperatura minima registrata la notte su martedì 9 gennaio a Milano, il valore più elevato degli ultimi 250 anni, equivalente a 12,1°C sopra il valore minimo medio (-1.5°C) contemplato dalla climatologia. Da Milano a Roma la musica non cambia: +16,4°C di temperatura minima registrata la notte su lunedì 8 gennaio a Ciampino contro i +4.4°C di temperatura minima media (12,0°C sopra la media) e +21.5°C di massima rilevata alla stazione di Roma Macao, il valore più alto mai registrato in gennaio sull’area romana, quasi 9°C superiore alla media climatologica dei valori massimi diurni (dati a cura del CML, dellAssociazione Meteonetwork, dell’Associazione Bernacca e del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare).

Ma vogliamo parlare anche degli inediti temporali che hanno spazzato a ventaglio le nostre regioni settentrionali? Vero, i temporali invernali non sono impossibili su quelle zone, ma certamente rari, soprattutto con una dinamica, un’evoluzione e un contesto come quello avutosi, molto più simile ad una tempesta equinoziale che al pieno dell’inverno.

Ma, a proposito, l’inverno, quello vero, quello per tutti, quando arriverà?

La domanda è tra le più gettonate del momento, ma le risposte rimangono evasive semplicemente perchè la scienza non ha gli elementi necessari per saperlo. Stiamo comunque seguendo l’evoluzione del vortice polare stratosferico, ossia di quella struttura che fa da motore all’inverno; dalle risultanze probabilistiche pare possibile una brusca frenata della seconda metà di gennaio, il che farebbe propendere per un mese di febbraio quanto meno interessante dal punto di vista dell’inverno che molti di noi vorrebbero. Ma alla fine non è detto…

Luca Angelini

Tanta NEVE sulle Alpi, ma sul resto dell’Italia l’INVERNO dov’è?