28 November 2020

Tanto nevicò che piovve, curiosità e falsi miti sulla NEVE

Nevica con grandi fiocchi, vuol dire che a breve pioverà“. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase a effetto fin dai banchi di scuola? Cosa c’è di vero? Anzitutto cerchiamo di capire con alcuni semplici passaggi la fisica della neve.

Una premessa: sul nostro meteodocumentario VIDEO dedicato alla NEVE avrete tutte le informazioni del caso.

Passiamo ora al dunque: la dimensione dei fiocchi di neve dipende dalla quantità di umidità presente nella colonna d’aria attraversata dalla precipitazione durante la caduta. Questo parametro ci dà due altre risposte fisicamente legate alla prima affermazione, risposte che poi andremo a dimostrare per verificare la veridicità o meno del detto iniziale: essendo l’umidità un parametro primario, possiamo senz’altro aggiungere due altri parametri determinanti, ossia la temperatura della massa d’aria e la sua pressione.

Ecco allora la prima risposta: una massa d’aria molto fredda, con temperature al suolo anche di diversi gradi sotto lo zero, è sempre molto asciutta, perchè fisicamente può contenere solo minime dosi di umidità. E’ anche molto densa, quindi pesante, e pertanto porta a condizioni di pressione atmosferica nei bassi strati relativamente maggiore. Ora, se una nevicata parte in queste condizioni avverrà sotto forma di piccoli cristalli esagonali o minuscole lamelle dalle forme più disparate. La precipitazione troverà suoli gelati e dunque riuscirà ad attecchire facilmente, presentandosi talvolta anche con consistenza polverosa perchè intercalata da numerose intercapedini di aria. La situazione descritta è molto frequente in inverno sulle pianure del nord Europa e in Italia, nelle zone di alta montagna. Quanto detto sfata il falso mito: “Non nevica perchè fa troppo freddo”.

Se una nevicata avviene invece con temperature lungo la colonna d’aria prossime allo zero i cristalli tenderanno ad agglomerarsi tra loro. Dapprima avremo la classica neve dendritica poi i classici fiocchi. Con strati d’aria intermedi a temperatura parzialmente e per brevi tratti positiva, tra i fiocchi si formeranno alcune intercapedini di acqua che renderanno la precipitazione più pesante. La massa d’aria in questione in questo caso è di tipo più mite e ha pressione più bassa. Ne deriva una maggior quantità di umidità che permetterà ai fiocchi un ulteriore accrescimento. Ecco i fiocchi giganti citati all’inizio, quelli che, nonostante le loro dimensioni, faticano ad attecchire al terreno, sia per la parziale contenuto di acqua al loro interno, sia per la presenza di suoli con temperature quasi sicuramente positive. E’ la classica situazione invernale da addolcimento sulle nostre pianure o le frequenti nevicate primaverili sulle nostre montagne.

Ora, dopo l’accrescimento dei fiocchi ci dovremo aspettare la pioggia o la cessazione della precipitazione? Non è detto. La tesi può essere vera solo laddove l’accrescimento dei fiocchi indichi il subentro di aria via via più mite tale da portare un aumento della temperatura sopra la soglia degli zero gradi, vedasi le situazioni da fronte caldo. In caso di fronti freddi invece il meccanismo dovrà essere considerato alla rovescia, con la precipitazione che parte con fiocchi coreografici di grandi dimensioni (l’aria fredda e secca sta scalzando l’aria mite e umida) e poi, lascia il posto ai cristalli tipici di una nevicata consistente. Quanto detto dunque sfata anche questo secondo mito: “Quando i fiocchi sono grandi presto smetterà o girerà in pioggia”.

La neve, molto più che una semplice idrometeora…

Ulteriori informazioni nel nostro meteodocumentario VIDEO sulla NEVE qui sotto riportato.

Luca Angelini

 

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