29 November 2020

Tempeste SOLARI: un rischio di cui sappiamo ancora troppo poco

soleNel 2003 il sistema globale di allerta delle tempeste magnetiche non riuscì a rilevare un evento che, come è stato recentemente accertato,  fu di intensità eccezionale: era il 29 novembre del 2003. Se questo impressionante flusso di energia cosmica avesse investito in pieno la Terra avrebbe provocato seri danni alle infrastrutture elettriche e di comunicazione. Da notare che la tempesta partita dal Sole fu intercettata dal Tihany Magnetic Observatory, in Ungheria, ma non dagli altri osservatori geomagnetici e in particolare non da quelli del sistema di monitoraggio ufficiale.

Ma cos’è una tempesta solare? Si tratta di un imponente flusso di atomi ionizzati e di particelle ad alta energia prodotti dai brillamenti solari. Questi flussi, quando investono il campo magnetico terrestre, possono perturbarlo anche notevolmente e provocare seri danni, come avvenne nel 1859 quando il più potente di questi fenomeni mai registrato mandò fuori uso per 14 ore tutti i telegrafi. Quella tempesta solare divenne famosa come l‘evento di Carrington in onore dell’astronomo inglese Richard Carrington che l’osservò per primo.

sole1Attualmente, il sistema di monitoraggio ufficiale si impernia su quattro osservatori ufficiali, Hermanus (Sud Africa), Kakioka (Giappone), Honolulu (Hawaii) e San Juan (Porto Rico). Il compito di questi Istitui è quello di calcolare un indice di intensità dei fenomeni chiamato DST (Disturbance storm time), che è la media dei valori di attività registrati ogni ora. Ma in quel 29 novembre del 2003, nessuno di questi riuscì ad intercettare la tempesta di più potente dopo quella di Carrington, quella ribattezzata “tempesta di Halloween“.

In altre parole, lo studio dei dati di archivio che ha portato alla scoperta di questa tempesta perduta, impone una revisione dei metodi con cui vengono monitorati questi fenomeni, per il bene di tutti.

Luca Angelini

Fonte Le Scienze

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