29 November 2020

Temporali e trombe d’aria, quello che i giornalisti non sanno

Non vuole essere un articolo di polemica ma un editoriale al servizio degli utenti, troppo spesso mal informati sulle vicende che avvengono in ambito meteorologico. In particolare vorrei porre l’attenzione sul linguaggio utilizzato in ambito giornalistico per descrivere eventi di cronaca relativi a fenomeni temporaleschi: colpi di vento scambiati per trombe d’aria, burrasche scambiate per uragani, dust devil scambiati per tornado, insomma c’è molto da mettere in ordine e non certo per spaccare un capello in quattro, ma semplicemente perchè, se vogliamo capirci, dobbiamo utilizzare i termini appropriati.

Allora, che differenza c’è tra un colpo di vento generato da un temporale e una tromba d’aria?

downburstUn COLPO DI VENTO, tecnicamente chiamato downburst o microburst a seconda dell’estensione, è una raffica di vento prodotta da una corrente di aria fredda che scende dalla nube temporalesca e si apre a ventaglio in corrispondenza del suolo, oppure si incanala scendendo attraverso una valle. Quali sono le cause che determinano questo fenomeno? Essenzialmente due, l’una di natura meccanica, l’altra di origine termodinamica.

Nel primo caso abbiamo un temporale che, raggiunto il suo massimo sviluppo, crolla su se stesso, producendo una colonna di pioggia in caduta, la quale sposta la massa d’aria che attraversa e la spinge verso l’esterno, trascinandola nel frattempo verso il basso per gravità. Effetti analoghi (secondo caso) si hanno quando la precipitazione in caduta dalla nube temporalesca evapora in tutto o in parte nell’attraversare strati d’aria secca. L’evaporazione della pioggia causa un raffreddamento della massa d’aria sotto il temporale, la quale per gravità cade letteralmente verso il basso. Si tratta del classico vento freddo e rafficato che segnala la vicinanza di un temporale. La traccia di questo processo è evidente ad esempio su un campo, dove le spighe si presentano come “pressate” a terra a forma di ventaglio, mentre eventuali alberi possono venire abbattuti dal vento forte.

tromba d'ariaLa TROMBA D’ARIA invece è prodotta da una corrente di aria calda che dal suolo si alza ed entra nel temporale. In pratica l’esatto opposto del downburst. Rispetto all’osservatore questo vento spinge verso il centro del temporale e si presenta tanto più intenso quanto più ci si avvicina ad esso. La traccia di questo fenomeno, ad esempio sul nostro campo, è evidente, dato che in primo luogo mostra un percorso a zig-zag lungo il quale la vegetazione è letteralmente strappata a terra. Eventuali alberi vengono “pelati”, ossia spogliati dal fogliame e, nei casi più pesanti, addirittura spezzati e/o sbriciolati, mentre anche gli edifici possono subire danno considerevoli, con tetti scoperchiati, finestre distrutte.

Infine il dust devil (ma anche snow devil se il fenomeno avviene su una superficie innevata farinosa), un vortice di polvere ( o i neve nel caso dello snow devil) generato dallo scontro tra correnti d’aria che soffiano in direzione opposta, ad esempio brezze diurne e vento sinottico.

Insomma, per ricapitolare: un colpo di vento è una corrente di aria fredda che esce dal temporale, una tromba d’aria è una corrente di aria calda che entra nel temporale, i dust devil sono turbini di polvere in cielo sereno. I processi implicati sono completamente diversi, così come le conseguenze apportate. L’argomento non accetta deroghe, la distinzione è doverosa, il rispetto verso i lettori dovuto.

Luca Angelini

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