22 September 2019

TEMPORALI estivi: chi sta dentro e chi sta fuori

Ogniqualvolta si presenta una situazione caratterizzata dal transito di temporali estivi, nell’immaginario comune ci si aspetta nubifragi ovunque, piogge forti, estese e magari anche persistenti. In realtà per ottenere piogge estese che interessino vaste porzioni di territorio non abbiamo bisogno di temporali (precipitazioni convettive), bensì di una classica perturbazione (precipitazioni avvettive).

Questo perchè, proprio per la sua caratteristica assimilabile ad una macchina termica, il temporale raccoglie l’energia disponibile al suo sviluppo e al suo sostentamento su piccola scala e, sempre su piccola scala, scarica il relativo pacchetto di energia, rilasciandolo sotto forma di pioggia, e colpi di vento. Agendo su piccola scala lo scambio di energia è molto concentrato e i fenomeni sono molto intensi. Intensi, ma localizzati.

I temporali così vanno ad interessare il territorio a macchia di leopardo, una distribuzione che, come possiamo apprezzare per esempio dalla cartina delle precipitazioni rilevate dalla Rete Meteonetwork nella giornata di martedì 9 luglio, risulta del tutto irregolare (e quindi anche di difficile previsione nel dettaglio). Osservate tra l’altro in mappa le città di Milano e Torino chirurgicamente escluse dai fenomeni, che hanno invece preso in pieno le zone adiacenti. Osservate altresì la situazione di Genova, colpita in pieno dal diluvio e quella di La Spezia, totalmente saltata.

Quindi a seguito di questo tipo di situazione è facile sentirsi dire dagli esclusi: “previsioni sbagliate”, o peggio la bruttissima locuzione “flop previsionale“. In realtà, ricordiamolo, con una corretta interpretazione dei bollettini meteo (non delle APP per ovvi motivi…) che indicano la PROBABILITA‘ di venire interessati da fenomeni temporaleschi, tutto ciò non accade, perchè le aspettative mettono in gioco a priori il rischio di finire sotto un nubifragio, ma anche la probabilità di venire esclusi, senza nulla togliere al corretto – seppur difficile – lavoro dei previsori.

Luca Angelini

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