21 October 2020

Torna lui, il freddo? No, l’inquinamento

Come tutti gli inverni, puntuale come un orologio, si presenta lui; no, non il freddo (quello non si vede da qualche anno) stiamo parlando del famigerato inquinamento atmosferico.

La qualità dell’aria nelle nostre città in questi giorni ha subito un netto tracollo a causa delle persistenti condizioni di alta pressione che fanno “da tappo” inibendo il rimescolamento dei bassi strati. Dunque, l’aria ferma è costretta ad accettare, giorno dopo giorno, le immissioni di sostanze inquinanti dovute alle attività umane, con utilizzo massivo dei combustibili fossili.

Riscaldamenti, attività industriali, traffico aereo, navale, automobilistico si sommano in un cocktail micidiale che ci strangola entro una cappa di smog ben poco salutare.

Le previsioni per i prossimi giorni, almeno sino a tutto il weekend compreso, non lasciano spazio a miglioramenti di sorta. Solo una modesta e temporanea diluizione degli inquinanti avverrà venerdì 10 sull’area padana per lo scorrimento in quota di qualche annuvolamento, salvo poi tornare ovunque a condizioni ancora peggiori delle attuali. Ricordiamo tra l’altro, che l’area padana è tra le più inquinate al mondo.

Le autorità, visto che i livelli di soglia sono già stati ampiamente superati, hanno predisposto un piano per limitare la mobilità (il solito palliativo del blocco del traffico privato) in alcune città, soprattutto in area padana. I provvedimenti rimarranno attivi finchè la situazione non migliorerà.

Luca Angelini

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