19 July 2018

Tornado italiani al setaccio

Grazie ai dati raccolti in un grande database, i ricercatori del CNR/ISAC sono stati in grado di catalogare gli eventi tornadici italiani degli ultimi 10 anni. Lo studio ha rivelato risultati estremamente interessanti, raccolti in un articolo pubblicato  sull’International Journal of Climatology, rivista della Royal Meteorological Society.

Il risultato è significativo: 37 trombe d’aria e 71 trombe marine sono state registrate in media ogni anno, pur con una forte variazione interannuale (un picco, rispettivamente, di 141 e 76 eventi è stato registrato nel 2014).

Mario Marcello Miglietta dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) e Ioannis Matsangouras del Servizio meteorologico nazionale della Grecia, affermano che “Le trombe marine si sviluppano principalmente in autunno e d’estate, con una densità di quasi un evento annuale ogni 100 km di costa. C’è tuttavia una forte variazione da zona a zona, con picchi di cinque eventi lungo la costa tirrenica. In diversi casi, più vortici sono stati visualizzati simultaneamente (sino a 13 allo stesso tempo)”.

Le trombe d’aria hanno frequenza massima d’estate e a fine primavera e interessano maggiormente il nord Italia; i casi marittimi (trombe marine), interessano le regioni peninsulari, sono invece più frequenti a fine estate e in autunno”.

La più alta densità di trombe d’aria si registra sulle coste di Lazio e Toscana, nella pianura veneta, nel Salento. Su queste aree la densità degli eventi è confrontabile addirittura con quella degli stati degli Usa con più alta frequenza. Tuttavia, a differenza di quelle zone, si tratta principalmente di eventi deboli. I tornado significativi, quindi di intensità pari o superiore al grado EF2 della scala Enhanced Fujita, sono meno frequenti ma sono stati comunque 24 in 10 anni. Tra questi si pensi al tornado di Taranto del 2012 e a quello tra Mira e Dolo (nel Veneziano) del 2015.

Report Luca Angelini

Tornado italiani al setaccio