Toscana, Lazio, Sicilia: quando arriverà un po’ d’acqua?

Poi arriverà magari tutta d’un colpo, facendo più male che bene. La pioggia, benedetta quando ne cade in quantità giusta, deleteria quando ne arriva troppa, viene però invocata quando proprio non si fa vedere per settimane, magari per mesi, così come sta accadendo su alcune zone d’Italia. Le zone costiere e l’immediato entroterra di Toscana e Lazio, ad esempio, sono in prima fila ad aver bisogno di pioggia.

Negli ultimi tre mesi su vaste porzioni di questi settori non si sono neanche raggiunti di 50 millimetri d’acqua quando a Firenze, solo in agosto, sarebbe stato lecito aspettarsi circa 40 millimetri (media trentennale) a Roma quasi 25 millimetri. Discorso analogo per la Sicilia dove in luglio, mese comunque già secco di suo anche dal punto di vista della media statistica, su vaste zone del Trapanese e dell’Agrigentino non è caduta una sola goccia d’acqua, contro i 5 millimetri della media.

La domanda allora è doverosa: quando arriverà la pioggia su queste zone?

La risposta è tutt’altro che scontata, anche se partendo dalla situazione attuale possiamo dire senz’altro che si conferma la fase siccitosa degli ultimi mesi. Siamo in attesa di un campo di alta pressione che abbraccerà diversi giorni e che porterà su queste zone aria secca. Ancora sole quindi con la pioggia senz’altro rimandata a settembre. Si, ma quando?

Non potendo utilizzare la sfera di cristallo, possiamo ipotizzare che il periodo più opportuno per iniziare a credere concretamente nell’arrivo della pioggia, quella seria, quella necessaria alle nostre terre, potrebbe coincidere con quella che un tempo si chiamava “la tempesta equinoziale“, evento che ci porta dritti intorno alla fine di settembre. L’evento si identifica con una penetrazione decisa e massiva delle correnti perturbate atlantiche che abbattono la pressione atmosferica su tutto il bacino del Mediterraneo introducendo così a tutti gli effetti la stagione autunnale.

C’è ancora del tempo dunque e quando ci saremo arrivati, dovremo sperare nella giusta misura per non aggiungere al danno anche la beffa.

Luca Angelini

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