29 March 2020

Troppo ghiaccio in alta montagna, scialpinismo ed escursionismo invernale a rischio

Troppo vento e poche nevicate: le nostre Alpi sono ricoperte di pericolose croste di ghiaccio già a partire da 2 mila metri. Sui settori di confine il ghiaccio si nasconde sotto un impalpabile cuscinetto di neve polverosa portata dalle bufere dei giorni scorsi, tale da rendere ogni salita e discesa sopra queste quote decisamente infide e delicate. Inoltre sui confini valdostani e altoatesini sussiste un pericolo di valanghe di livello 3 (marcato) almeno sino a venerdì 14.

Se la prudenza deve sempre essere la nostra immancabile compagna ad ogni uscita (ma questo lo sappiamo tutti vero?), in queste condizioni è d’obbligo prestare ancora più attenzione, soprattutto perchè lo stato delle nostre montagne in questo scorcio oseremmo dire “delicato” dell’inverno, risentono di una situazione meteo-climatica fortemente anomala; le ultime nevicate consistenti sulle nostre Alpi risalgono ormai a due mesi fa, inoltre nelle ultime settimane forti venti, in prevalenza occidentali e nord-occidentali, hanno “pelato” i depositi eolici della neve caduta lo scorso autunno, mettendo a scoperto una crosta nevosa molto dura.

Oltretutto l’avvicendamento molto rapido di diverse masse d’aria e l‘irregolare ricaduta favonica su alcuni settori, specie centro-occidentali dell’arco alpino, hanno imposto vistosi sbalzi di temperatura, anche dell’ordine di 20 gradi nell’arco di sole 24 ore. Questo ha causato un ciclo di gelo-disgelo e rigelo accelerato, tale da rendere le superfici dei nostri pendii pericolosamente ghiacciati.

Per questo raccomandiamo di pianificare con cura già a tavolino le salite, non improvvisare, non lesinare sull’attrezzatura e sull’equipaggiamento alpinistico invernale e tenere presente che i fuori pista possono rivelarsi molto pericolosi già a pendenze moderate.

Luca Angelini

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