19 June 2018

Umidità nell’aria: ce n’è di più in estate o in inverno?

Partiamo subito da una premessa: il vapore acqueo non è altro che il contenuto di umidità dell’aria ed è incolore, inodore e invisibile. Sarà dunque importante sapere che le nuvole o le nebbie non sono fatte vapore acqueo (acqua allo stato aeriforme), ma da acqua allo stato liquido (sotto forma di goccioline).

Questo ci spiega già un particolare molto importante, a prima vista paradossale, ovvero che la presenza di nubi o nebbia non indica necessariamente un elevato contenuto di umidità dell’aria (umidità assoluta) ma solo un’alta percentuale in relazione alla temperatura (umidità relativa). In altre parole la quantità di vapore che l’aria può contenere, a parità di pressione atmosferica, dipende dalla temperatura: più l’aria è calda e più vapore può contenere, più è fredda e meno vapore può contenere (legge di Clausius-Clapeyron).

Detto questo, non sarà difficile intuire che l’umidità assoluta, che si esprime in grammi per metro cubo d’aria e indica l’effettivo contenuto di vapore nell’aria, aumenta all’aumentare della temperatura mentre, tenendo costante l’umidità assolutal’umidità relativa (che si esprime in percentuale) aumenta al diminuire della temperatura. Questo spiega perchè, ad esempio, il fenomeno della nebbia si presenta soprattutto nella stagione fredda (bassa temperatura e alta percentuale di umidità relativa con saturazione dell’aria), mentre il fenomeno dell’afa si presenta in estate (alta temperatura e alto contenuto di umidità assoluta ma minor percentuale di umidità relativa senza saturazione), esempio:

INVERNO: temperatura +5°C, umidità assoluta 6,8gr, umidità relativa 100%, nebbia.

ESTATE: temperatura +30°C, umidità assoluta 13,6gr, umidità relativa 45%, soleggiato.

Bene, ora rigiro la domanda iniziale a Voi, cari lettori, sicuro che sarete in grado di rispondere: l’aria contiene più umidità in estate o in inverno?

Luca Angelini

Umidità nell’aria: ce n’è di più in estate o in inverno?