20 January 2021

ALPI: fine delle nevicate e salgono le temperature in quota, rischio valanghe di nuovo elevato

Ancora un doveroso editoriale dedicato alle nostre montagne, dove si respira senz’altro l’aria degli inverni vecchio stampo. Dopo oltre una settimana filata di nevicate, soprattutto lungo tutti i settori prossimi al confine di Stato, le temperature sono previste in aumento a causa dell’approssimarsi della nota figura anticiclonica delle Azzorre.

In questi frangenti, si ha la soppressione dei moti verticali che si manifestano in condizioni di tempo perturbato, in favore di una stratificazione orizzontale dell’aria, con lo zoccolo più freddo che si adagia nei fondovalle, specie quelli più stretti, e l’inversione termica in quota, dove le temperature aumentano anche notevolmente.

Questo meccanismo si manifesterà nelle prossime ore ed è alla base del rischio valanghe nuovamente molto elevato su gran parte dell’arco alpino. Come potete constatare consultando voi stessi nei bollettini dell’Aineva, il rischio è dovuto principalmente al possibile distacco spontaneo delle valanghe di lastrone. A tal proposito ricordo che le valanghe di neve a lastroni sono quelle più pericolose e causano oltre il 90% delle vittime, anche perchè raggiungono rapidamente un’alta velocità di caduta e propagazione.

LE ZONE MAGGIORMENTE A RISCHIO: il grado di pericolo valanghe martedì 23 gennaio sarà 4 (forte)

  • in Valle d’Aosta, lungo la dorsale di confine estero da La Thuile all’alta Valtournenche,
  • in Piemonte in tutto il bacino dell’alta val d’Ossola tra il Passo del Sempione, l’intero bacino della val Formazza e la sponda settentrionale della val Vigezzo.
  • Passiamo alla Lombardia, dove il grado 4 interessa tutti i rilievi della Valchiavenna e le valli laterali poste sulla destra orografica della Valtellina fino allo spartiacque retico. Lo stesso livello di rischio prosegue
  • in Alto Adige-Sudtirol con particolare riferimento alle aree comprese tra la Val Venosta, la Valle dell’Isarco, la Valle Aurina e la val Pusteria.

I problemi valanghivi principali saranno legati a neve bagnata e neve ventata.
I distacchi spontanei
saranno numerosi nel corso della giornata: sotto i 2.300-2.400 metri numerose valanghe di fondo, in alcuni casi di grandi dimensioni che possono raggiungere fondovalle e viabilità. In quota il vento ha formato lastroni superficiali, di grandi dimensioni sulle dorsali di confine estero, che staccandosi, possono raggiungere i fondovalle, sia con la componente densa che con quella di aerosol. I pendii più critici sono gli est e i sud-est, ma la turbolenza dei venti crea accumuli anche alle altre esposizioni. I canali da valanga sono già parzialmente ostruiti, pertanto una valanga di medie/grandi dimensioni può uscire dai suoi percorsi abituali.

Tendenza del pericolo valanghe: in calo in funzione del naturale scaricamento dei pendii e buon rigelo notturno.

Report Luca Angelini

ALPI: fine delle nevicate e salgono le temperature in quota, rischio valanghe di nuovo elevato