“Understanding Clouds”, capiamo anche noi le NUVOLE

Come vi ho anticipato in questo editoriale, oggi 23 marzo 2017, in occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia l’argomento “nubi” rimbalza come non mai da un confine all’altro della Terra. Ma l’importanza delle nuvole va oltre a quanto si possa pensare. Ce lo spiega il Prof. Vincenzo Ferrara.

“Vale la pena ricordare anche che la formazione e la distribuzione delle nubi sul lungo periodo e sulla grande scala, sono influenzate dal clima e influenzano il clima. Con il clima che cambia, capire la connessione tra clima e nubi, e viceversa tra nubi e clima e relativi “feedbacks”, non è semplice.

Tuttavia, alcuni dati e informazioni già esistono. In particolare, i risultati delle analisi di un ventennio di immagini satellitari pubblicate sulla rivista scientifica “Nature” (vol 536, del 4 agosto 2016) hanno mostrato che, con il clima che cambia, le nubi si spostano due volte in alto: a quote più alte ed a latitudini più alte.

A partire dal 1980, infatti, le nubi e le formazioni nuvolose, secondo questa ricerca, si sono spostate dalle medie latitudini verso le aree polari del nostro Pianeta. Nello stesso periodo di tempo le parti superiori delle nubi si sono sempre più dilatate verticalmente estendendosi più in alto nella troposfera.

Lo spostamento verso le più alte latitudini delle nubi e delle formazioni nuvolose, prima presenti alle medie latitudini, è la conseguenza della contemporanea espansione a più alte latitudini delle aree aride subtropicali, così come sono in espansione verso le più alte latitudini anche i processi di desertificazione e così come sono in diminuzione le precipitazioni atmosferiche nelle fasce subtropicali delle medie latitudini.

Il fatto che la parte superiore delle nubi raggiunga quote più elevate della troposfera è anche spiegabile se si considera che, con il riscaldamento climatico globale, tutta la troposfera tende a dilatarsi e a spostare il suo centro di massa verso l’alto. Inoltre, fatto non secondario, con un’atmosfera più calda e mediamente più instabile. aumentano anche i fenomeni termo convettivi lungo la verticale, che concorrono ad una maggiore estremizzazione dei fenomeni meteorologici.

Nonostante questi risultati siano coerenti con quanto prevedevano e prevedono i modelli climatici globali, tuttavia rimangono forti incertezze su come potrà ulteriormente modificarsi l’attuale copertura nuvolosa globale di lungo periodo nel prossimo futuro o come potrebbe cambiare la distribuzione delle nubi in un mondo ancora più caldo.

Queste incertezze sono collegate, sia ad una più precisa definizione della più probabile distribuzione spaziale delle condizioni termodinamiche di un’atmosfera ulteriormente surriscaldata, anche in funzione dei possibili “feedback” di nubi e di formazioni nuvolose diverse e diversamente distribuite, sia al ruolo che avranno, nelle formazioni nuvolose, i futuri aerosol atmosferici come nuclei di condensazione del vapore d’acqua atmosferico.

La produzione di tali aerosol dipende in parte da fonti naturali come le eruzioni vulcaniche, le polveri dai deserti o gli aerosol marini, ma dipenderà in gran parte dalle emissioni di gas serra e di aerosol provenienti dalle attività umane, che a loro volta saranno la conseguenza del tipo di sviluppo socio economico e industriale che ci sarà per il futuro.”

Prof. Vincenzo Ferrara

“Understanding Clouds”, capiamo anche noi le NUVOLE