1 December 2020

Uragano Harvey da paura eppure…

Da giorni giustamente sotto stretta osservazione, l’ex uragano Harvey – al momento declassato a tempesta tropicale – ha colpito con rara insistenza il Texas, lasciandosi alle spalle una scia di morte (ben 47 vittime e il bilancio non è ancora definitivo) e di devastazione.

La caratteristica singolare che ha contraddistinto il ciclo di vita di questo ciclone tropicale non è da afferire alla sua potenza, come in un primo tempo si potrebbe pensare, bensì alla sua stazionarietà. In altre parole, anzichè evolvere come normalmente accade procedendo dalle latitudini subtropicali verso quelle temperate, è rimasto quasi stazionario, scaricando sempre sui medesimi luoghi i suoi effetti dirompenti.

In altra analisi, procedendo alle risultanze della NOAA, emerge un dato interessante: con il procedere del cambiamento climatico che va di pari passo con il riscaldamento delle superfici oceaniche, l’energia in gioco a disposizione di questi mostri del cielo dovrebbe essere aumentata, e in effetti lo è se consideriamo un arco temporale che arriva ad oggi partendo dal 1965.

Il dato sorprendente è che dal 2005 la potenza totale (estensione+intensità+durata) sprigionata dai cicloni tropicali – riassunta in un indice denominato ACE (Accumulated Cyclone Energy) – è invece scesa in modo piuttosto evidente. In altre parole, se facciamo l’eccezione degli anni ’90 e del primo decennio degli anni Duemila, l’indice ACE attuale è praticamente identico a quello degli anni ’70-80.

Basti pensare alle oltre 250 unità registrate nel 2005 su una scala di 300 e le 150 attuali. Un trend che pare essersi fermato da 12 anni. Insomma, è vero che il riscaldamento globale incide sulla potenza dei fenomeni estremi, tuttavia rimane ancora da comprendere in che modo e con quale continuità sotto questo punto di vista. Intanto altri cicloni tropicali si faranno strada tra le isobare delle carte meteorologiche, ma i danni che ne deriveranno saranno da ascrivere per il momento a fattori anche scollegati dal clima, forse anzi più probabilmente alla sempre crescente urbanizzazione.

Luca Angelini

Uragano Harvey da paura eppure…