4 December 2020

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Dove vanno a finire gli uragani? La storia di Maria in viaggio sull’Atlantico

Non se ne parla più ma lui c’è ancora. Stiamo parlando del ciclone tropicale Maria, ex-uragano che, dopo aver devastato i Caraibi e aver graziato invece l’adiacente porzione del continente nord-americano, si trova ora alla deriva dell’Atlantico in direzione delle medie latitudini. La sua traiettoria a parabola lo sta portando verso il largo in direzione delle coste occidentali europee.

Da quelle parti, proprio in questi giorni, sta avvenendo la sua trasformazione fisica. Si perchè un ciclone tropicale, per poter sopravvivere senza il contributo del mare caldo, deve contare su apporti esterni. In questo caso l’aggancio del ciclone da parte della Corrente a Getto Polare sarà provvidenziale. Il vortice si rigenererà e inizierà la sua seconda vita come una normale depressione extra-tropicale, di quelle che normalmente ci interessano per capirci.

Nel caso di Maria però, oltre a questo, dovremo considerare anche il possibile assorbimento di un secondo ciclone tropicale, meno potente, ma anch’esso rimasto parcheggiato sulle acque dell’Atlantico occidentale in attesa della sua estinzione, stiamo parlando dell’ex-uragano Lee. Quest’ultimo intercetterà Maria con una poco elegante manovra di speronamento da destra (da est).

Due al prezzo di uno, ecco allora il risultato: una vasta e profonda depressione che nei prossimi giorni, probabilmente a partire dal 30 settembre, si approssimerà alle Isole Britanniche con venti di tempesta, gettando scompiglio tra le elaborazioni numeriche e sulle previsioni riferite al tempo sull’Europa intera.

Luca Angelini

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