23 March 2019

Verso un CLIMA più caldo: dalla teoria alla pratica

Una premessa. Questo splendido editoriale del meteorologo Andrea Corigliano è dedicato a tutti coloro che vogliono capire realmente come stanno le cose ed è invece sconsigliato a chi pretende che una disciplina seria e complessa come la climatologia funzioni secondo i propri desideri personali o come pretesto per fare tifo da stadio,

“È noto, per chi ha un po’ di dimestichezza con la statistica, che la distribuzione della temperatura segue la curva di Gauss (fig. 1), detta semplicemente “gaussiana”. Questa curva ha la classica forma a campana che presenta un picco in corrispondenza del valore medio calcolato su un cospicuo campione di valori misurati (in questo caso della temperatura) e può essere più o meno stretta a seconda della dispersione – o variabilità – dei valori attorno a tale valore medio.

La dispersione è nota con il nome di deviazione standard e conferisce a questa curva le seguenti proprietà: il 68% delle misurazioni si discosta dal valore medio meno di una deviazione standard (vale a dire che se, per esempio, la media del campione di dati di temperatura è X °C e la deviazione standard è di 2 °C, il 68% dei dati misurati sarà compreso tra X-2 °C e X+2 °C), il 95% meno di due deviazioni (vale a dire che il 95% del dati misurati sarà compreso tra X-4 °C e X+4 °C) e il 99.9% meno di tre deviazioni (vale a dire che il 99.9% del dati misurati sarà compreso tra X-6 °C e X+6 °C). Un valore che si colloca oltre le tre deviazioni è considerato statisticamente “aberrante”, cioè un record: ne consegue, allora, che nel caso della temperatura i record di freddo e quelli di caldo cadranno, rispettivamente, all’estrema sinistra e all’estrema destra della distribuzione.

Utilizzando questo strumento statistico, è possibile ora schematizzare al meglio il processo di cambiamento climatico a cui siamo andati incontro negli ultimi decenni. Se è noto, infatti, che la temperatura media del sistema terrestre è aumentata significativamente rispetto all’ultimo trentennio, significa che il nuovo valore medio, cioè la mia X, nella curva di Gauss, si è spostato verso destra rispetto alla posizione che indicava la temperatura media del trentennio precedente (fig. 2).

Ma uno spostamento verso una temperatura media più elevata presuppone un aumento dei fenomeni di tipo “caldo” (vedi area in rosa e in rosso, sempre in fig. 2) ed una diminuzione dei fenomeni di tipo “freddo” (vedi area in blu nella medesima figura) perché la gaussiana, spostandosi verso destra, va a inglobare ora un maggior numero di fenomeni estremi che cadono sulla sua destra (cioè di tipo “caldo”) e lascia fuori un certo numero di eventi estremi che cadevano alla sua sinistra (cioè di tipo “freddo”). Ciò, ovviamente, non significa che gli eventi freddi non fanno più parte della nostra dinamica atmosferica, ma che diventano meno probabili a differenza di quelli caldi che diventano più probabili.

L’esempio pratico è l’andamento della temperatura media per esempio in Italia in cui sono prevalsi e stanno prevalendo nettamente i mesi più caldi del normale su quelli più freddi: ciò dimostra come anche alle nostre latitudini quella curva a campana si sia spostata verso destra, inglobando così un maggior numero di eventi meteorologici caratterizzati da un’anomalia positiva della temperatura.”

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Andrea Corigliano

Verso un CLIMA più caldo: dalla teoria alla pratica